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ARCHIVIO degli articoli pubblicati sulla stampa locale dal 2007

 

Anno Scolastico 2010 - 2011

(da settembre 2010 a giugno 2011)

32 30 giugno 2011 - Tutti promossi... leggi tutto
31 26 giugno 2011 - Una mamma scrive ai sindaci «Difendiamo studenti e classi»... leggi tutto
30  22 maggio 2011- Studenti bravi a fare impresa... leggi tutto
29

22 maggio 2011- Nei Giochi della Gioventù si impongono Zoldo e Sedico... leggi tutto

28 13 maggio 2011 - Progetto "Lettura pensata"-Premiata la classe 3^ di Forno... leggi tutto
27 11 maggio 2011 - Sulla scena in lingua... leggi tutto
26 5  maggio 2011 - I minisindaci incontrano Alemanno... leggi tutto
25 14 aprile 2011 - Una trentina di docenti perde il posto... leggi tutto
24 04 aprile 2011 - Scuola: «Le 30 ore saranno un miraggio»... leggi tutto
23 22 marzo 2011 - Il 150º festeggiato alle medie... leggi tutto
22 18 marzo 2011 - Gli alunni calcano la scena con la bandiera cucita sul petto... leggi tutto
21 9 marzo 2011 - Il sindaco torna a scuola... leggi tutto
20 4 marzo 2011 - La scuola di Forno in internet... leggi tutto
19 24 febbraio 2011 - Consiglio Comunale Ragazzi: nominati gli assessori... leggi tutto
18 17 febbraio 2011 - Iscrizioni 2011 - 2012... leggi tutto
17 5 febbraio 2011 - Corsi di sci alle elementari... leggi tuto
16 27 gennaio 2011 - Le medie ricordano la Shoah... leggi tutto
15 26 gennaio 2011 - Giovani atleti portatori di handicap in festa sulle piste da sci di Palafavera... leggi tutto
14 21 gennaio 2011 - Una lavagna digitale in dono... leggi tutto
13 21 gennaio 2011 - Gli studenti della Val di Zoldo hanno preparato il lunario... leggi tutto
12 7 gennaio 2011 - Il volontariato entra a scuola... leggi tutto
11 23 dicembre 2010 - Pronto il lunare 2011... leggi tutto
10 5 dicembre 2010 - Natale in biblioteca... leggi tutto
9 3 dicembre 2010 - Corso di musica per alunni... leggi tutto
8 4 novembre 2010  - Commemorazione dei caduti con i ragazzi... leggi tutto
7 24 ottobre 2010 - Corso di comunicazione... leggi tutto
6

23 ottobre 2010 - Studenti delle medie in visita alla Croce verde... leggi tutto

5 19 ottobre 2010 - Tutta la scuola alla campestre... leggi tutto
4 7 ottobre 2010 - Risolto il problema pediatra... leggi tutto
3 25 settembre 2010  - Anche i nostri bimbi sono veneti... leggi tutto
2 18 settembre 2010 - Chiediamo un altro pediatra... leggi tutto
1 16 settembre 2010 - Promosse le nuove scuole...leggi tutto
0 13 settembre 2010 - Tutti a scuola... leggi tutto

DALLA STAMPA LOCALE nel 2010 (gennaio-giugno)

raccolta firme-giugno 2010 leggi tutto 13 maggio 2010 - Presentazione ufficiale del nuovo minisindaco... leggi tutto
27 giugno 2010 - Tutti e 25 ammessi agli esami gli studenti delle due terze...leggi tutto 14 marzo 2010 - Tre classi brasiliane «a lezione» al Comprensivo... leggi tutto
10 giugno 2010 - I valori scendono in campo... leggi tutto 12 marzo 2010 - Meeting di fondo e solidarietà...leggi tutto
8 giugno 2010 - In 200 in lizza a Pralongo... leggi tutto 10 marzo 2010 - Ragazzi Down sulla neve... leggi tutto
8 giugno 2010 - Salvare l'ambiente per le future generazioni... leggi tutto 06 marzo 2010 - Zoldo, sono 214 gli alunni iscritti al prossimo anno... leggi tutto
27 maggio 2010 - Festa dei bambini della scuola dell'infanzia ... leggi tutto 25 febbraio 2010 - Psicopedagogista per combattere il disagio scolastico... leggi tutto
4 maggio 2010 - Elisa Baldini eletta quinto mini sindaco... leggi tutto

 

16 febbraio 2010 - Le elementari si trasferiranno a settembre... leggi tutto

DALLA STAMPA LOCALE nel 2009

24 aprile:quegli ovali del Guardi...VAI
  10 settembre - Sdoppiata la prima classe...VAI 19 aprile: a Zoppè la pluriclasse più al...VAI
  29 agosto - 25 anni di precariato...VAI 16 aprile: tagli nelle scuole...VAI
31 dicembre - Computer per tutte le scuole...VAI 1 agosto - Classe unica: proteste a Forno.. VAI 15 aprile: l'orso torna in Zoldo...VAI
10 dicembre - 175.000 € alla scuola di Fusine... VAI 26 giugno - Dolomiti, Patrimonio dell'unesco ...VAI 11 aprile: palestra ancora chiusa...VAI
8 dicembre - Scrittura ladina...VAI 5 giugno - ZoldoScuolaNews  Giornalino... VAI 11 aprile: nasce la palestra di roccia...VAI
22 novembre - Consegnati i fondi in Abruzzo... VAI   06 marzo: a Forno salta la prima...VAI
12 novembre - Dopo nove mesi riapre palestra..VAI 20 giugno:Peppone, cuoco golosone...VAI 03 marzo: studenti a scuola di sci...VAI
8 novembre - Demolizione tetto dello stadio... VAI 16 giugno:Grande festa a sorpresa...VAI 17 gennaio: lunare con vecchie ricette...VAI
18 ottobre - Incontri per i genitori... VAI 02 giugno:festa degli alberi... VAI 03 gennaio: piccoli giornalisti... VAI
13 ottobre - In piscina...VAI 30 maggio:nuovi danni...VAI  
20 settembre - Lavori alla palestra...VAI 22 maggio:la scuola aiuta l'Abruzzo...VAI  

Alcuni articoli precedenti

09.12.2008 - Giù le mani dalle scuole di montagna 09.01.2007 - Lunare di Zoldo  
25.02.2007 - "An libre de storie e fiabe" 2006 - Forno di Zoldo nella "Guida bianca" del TCI  

 

ANNO SCOLASTICO 2010-2011

32-Tutti promossi

dal Corriere delle Alpi del 30 giugno 2011

Due dieci agli esami per Sebastian e Giulia. Disco verde per tutti i venti alunni di terza media all'esame di stato conclusivo del 1º ciclo d'istruzione. Note di merito per Sebastian Bucca e Giulia Carocari che hanno ottenuto il massimo dei voti: 10. Gli altri promossi: Francesco Aliquò, Giovanni Bez, Alessandro Bortolot, Francesco Bortolot, Sebastian Bucca, Vanessa Campo Bagatin, Giulia Carocari, Valentina Cercenà, Laura Corazza, Benedetta Da Col, Efrem De Fanti, Emanuele De Rocco, Linda Del Longo, Silvia Del Longo, Lorenzo Grossi, Giosuè Sagui, Linda Vannini, Thomas Vannini, Isabella Zampolli, Bruno Zuanon.


dal Corriere delle Alpi del 26 giugno 2011

31-Una mamma scrive ai sindaci «Difendiamo studenti e classi»

Sotto la scure della riforma scolastica, la madre di uno studente - Claudia Scarzanella - scrive una lettera ai sindaci di Forno di Zoldo, Zoldo Alto e Zoppè di Cadore.  «Anche quest'anno un altro pesante taglio: tre insegnanti perderanno il posto. E' per questo che i genitori degli alunni, insieme all'istituto e alle amministrazioni si stanno mobilitando per cercare di far comprendere alle isituzioni che la situazione della scuola di montagna è particolare e necessita quindi di una considerazione specifica. Non ci si può basare solo sui numeri».  «La situazione per il 2011-12 è preoccupante, considerando che a un numero di alunni pressoché invariato corrispondono meno docenti. Ci saranno sette pluriclassi su otto: alcune composte di quasi 20 alunni e altre comprendono tre e quattro classi. I genitori, che pensano ai risvolti negativi sull'istruzione dei figli, vorrebbero fortemente che il numero degli insegnanti rimanesse invariato rispetto all'anno scolastico precedente. Solo in questo modo il tempo scuola assicurerebbe le copresenze, garantendo un insegnamento adeguato nelle pluriclassi con la possibilità di avere tempi di recupero e svolgere attività extracurricolari e progetti».  «Non si può non tener conto che per buona parte dell'anno, il clima e le strade non rendono agevoli gli spostamenti nei centri limitrofi e molti genitori lavorano all'estero. Il futuro dei bambini e dei paesi zoldani dipendono dalla possibilità che verrà data loro di conoscere e potenziare le proprie attitudini attraverso una scuola garante del diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi».  Dal sindaco di Forno Camillo De Pellegrin (nella foto) una promessa: «Mi attiverò con gli altri sindaci per tutelare la realtà della val di Zoldo».


dal Corriere delle Alpi del 16 giugno 2011

30-Studenti bravi a fare impresa

Inaspettata sorpresa per la 2ª B alle scuole medie di Forno di Zoldo. Con il progetto "Azienda agrituristica Al brent", gli studenti si sono aggiudicati il primo premio, per un valore di duemila euro, del concorso dal titolo «Orientattack 2010/2011 - sezione Istituti secondari di primo grado - La tua impresa», promosso dal Gruppo Giovani Imprenditori (Confindustria Belluno Imprenditori).  Il progetto - ha spiegato il dirigente scolastico Massimo Pisello - è nato dal desiderio di continuare a vivere in Valle e di lavorare tutti insieme. La classe ha immaginato di recuperare la Casera Al Pian e di trasformarla in un'azienda agrituristica in grado di offrire vitto e alloggio e con possibilità di acquisto di prodotti tipici, confezionati in loco». Bravi i ragazzi con il mini sindaco Elisa Baldini in prima testa e poi Damiano De Marco, Raffaella Giacomel, Camilla Lazzaris, Simone Mazzucco, Irina Meneghetti, Rebecca Monego, Andrea Allegra Nobile, Enos Toscani, Miro Vallazza.  «Gli studenti - ha continuato il dirigente scolastico - hanno lavorato con impegno, entusiasmo e creatività, dimostrando un forte attaccamento al territorio. Inoltre hanno iniziato a capire che cosa significa fare un'impresa. Hanno colto l'importanza di saper leggere il territorio, individuandone le risorse e le criticità». La premiazione sarà organizzata in settembre con data e orario da definire.


29-I giovani popolano il Broi

Nei Giochi della Gioventù si impongono Zoldo e Sedico

dal Corriere delle Alpi del 22 maggio 2011

AGORDO. Il Broi teatro di festa di sport, socialità e allegria. "Sport in piazza" è tornato per la 6ª volta e oggi, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, proseguirà riempiendo l'intero centro cittadino. Venti le discipline che i giovani hanno potuto sperimentare, ricevendo in dono la maglietta ufficiale della manifestazione al raggiungimento della decima specialità provata. Tanti i ragazzi che hanno preso al balzo l'occasione e si sono fatti trovare pronti all'appuntamento. In particolare, la mattinata di ieri è stata riservata agli alunni delle classi prime delle scuole medie dell'Agordino, di Zoldo e di Sedico che si sono dati battaglia nei Giochi della gioventù (organizzati dallo staff dei ragazzi del Polo Scolastico "Follador"), esprimendo il meglio di sé in cinque prove: lancio del vortex, corsa, palla al re, salto quintuplo, gimcana. Fra le quattordici classi partecipanti ha prevalso la 1B di Zoldo, seguita dalla 1D di Sedico e dalla 1C di Agordo. I vincitori avranno ora l'onore di partecipare alla fase provinciale dei Giochi, mentre per gli altri è arrivato un bel premio di consolazione: un quaderno con la copertina impreziosita dalle formiche di Vettori.  «I ragazzi - ha detto Antonio Pirro, insegnante a Cencenighe, che ha assistito per la prima volta allo "spettacolo" sportivo agordino - hanno risposto in maniera entusiasta. Ero abituato al Broi vuoto: vederlo pieno di ragazzi alle prese con le più svariate discipline mi ha fatto un grande e bellissimo effetto».  Fra le attività proposte c'è stato spazio anche per quelle non propriamente sportive. I giovani partecipanti hanno apprezzato per esempio l'esercitazione anti-incendio, nella quale erano chiamati a spegnere con l'attrezzatura adeguata un fuoco finto, i consigli offerti dagli scout per destreggiarsi anche nelle situazioni più difficili, il viaggio gattoni nelle gallerie messe a disposizione dal Gruppo speleologico.  Oggi si replica con l'aggiunta di una grossa novità. Negli spazi adiacenti la scuola elementare, l'Aeroclub Belluno monterà infatti un aliante che successivamente spiccherà il volo verso la Piana di Tamonich. Questa attrattiva è la dimostrazione che "Sport in piazza" è destinato a crescere e a volare sempre più in alto.

vedi foto QUI


28-Progetto "Lettura pensata": premiata la classe 3^ di Forno

dal Gazzettino del 13 maggio 2011

Ecco i vincitori di «Lettura pensata 2010-2011».
      Scuola secondaria di 1° grado. Sezione lettura e immagine: 1° premio ai 23 alunni della classe 2^ della scuola media di Sedico - plesso di Sospirolo; 2° alla 2^B delle medie di Sedico; 3° il gruppo Francesco Aliquò, Giovanni Bez, Francesco Bortolot, Sebastian Bucca, Linda Del Longo della media di Forno di Zoldo.


dal Gazzettino dell' 11 maggio 2011

27-«Sulla scena in lingua»,

gli studenti recitano in inglese e in ladino al Comunale

Lo studio delle lingue approda in teatro. C'erano oltre 350 persone tra ragazzi, genitori e insegnanti, ieri mattina al Comunale di Belluno, per lo spettacolo «Studenti sulla scena in lingua». Palpabile l'euforia e il clima di festa che aleggiava nell'aria per l'avvicinarsi della fine dell'anno scolastico. Le performance prevedevano rappresentazioni teatrali, balletti e canti. L'iniziativa è stata promossa dal Circolo Cultura e Stampa Bellunese con il contributo della Fondazione Teatri delle Dolomiti. Oltre alle esibizioni in inglese e francese, gli studenti delle scuole di Vodo di Cadore e Zoldo hanno portato sul palco spettacoli in lingua ladina. «È il primo anno che lo organizziamo - ha spiegato Maria Luisa Venzon del Circolo - anche se è da 11 anni che promuoviamo il teatro in lingua straniera. La giornata di oggi si è svolta in clima di festa con gli studenti autori di sè stessi. Era presente tutta la provincia e contiamo di riproporre l'iniziativa anche il prossimo anno». «Ci sembrava giusto valorizzare lo studio delle lingue - ha detto Giovanna Ceiner dell'Ufficio Scolastico Provinciale - con un approccio più motivante e il teatro è un buon modo per apprendere». «Le lingue aprono le porte - ha aggiunto Venzon - e sono un mezzo che ci consente di comunicare». «Il prossimo anno - ha proseguito Ceiner - vorremmo organizzare due eventi distinti: uno con le scuole elementari e le medie e un altro con le superiori». Queste le scuole che hanno partecipato all'iniziativa: media Dante Alighieri di Forno di Zoldo, classe 3° a; media Nievo di Belluno, classe 1° c; primaria di Cortina e Vodo di Cadore, classi 2° e 3°; elementari Gabelli di Belluno, classi 4° a, 4° b e 4° c; primaria di Pieve di Zoldo, 3° elementare; media di Castion, classi 1° a, 1° b e 1° c; Ipssar di Falcade e Dal Piaz di Feltre.


dal Corriere delle Alpi del 5 maggio 2011

26-I mini-sindaci incontrano Alemanno

Gli studenti dell'istituto comprensivo saranno a Roma a fine maggio

I minisindaci a convegno nel Parco Nazionale del Gargano dal 18 al 20 maggio. E' previsto un prologo di due giorni a Roma. «Il nostro istituto - dice il dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo di Zoldo Massimo Pisello - è in rete con tante scuole che si trovano vicino ai parchi nazionali, regionali e alle oasi naturalistiche d'Italia in un progetto condiviso che riguarda i consigli comunali dei ragazzi».  «Gli studenti - prosegue - portano avanti il progetto "Minisindaci dei parchi", che si occupa di ambiente, cura e salvaguardia del territorio, cittadinanza attiva, egalità, ma non solo. Il nostro è uno dei quattro istituti comprensivi fondatori: 11 anni fa abbiamo iniziato una collaborazione che ora vede al suo interno oltre 80 scuole su quasi tutto il territorio nazionale. L'organizzazione prevede una scuola capofila situata nel Parco Regionale delle Madonie in Sicilia e la nostra scuola, delegata alla comunicazione, che cura anche il sito internet www.coloriamoilnostrofuturo.eu e-mail dirigente zoldoscuola.eu». Le scuole si riuniscono ogni anno in un convegno nazionale, che a rotazione viene organizzato nei vari Parchi d'Italia; qui si condividono e promuovono le buone pratiche, i progetti più importanti e interessanti e fanno un bilancio sulla situazione amministrativa, di immagine e ancor più sulla ricaduta formativa sui ragazzi.  I minisindaci di tutte le scuole aderenti alla rete "Coloriamo il nostro futuro" (circa 80 istituti da nord a sud dell'Italia) si incontreranno a Roma, indossando la fascia tricolore. I ragazzi avranno occasione di vivere e vedere direttamente i luoghi istituzionali che conoscono solo attraverso lo studio scolastico. «I minisindaci e gli accompagnatori - conclude Pisello - parteciperanno ad un incontro con il sindaco Alemanno in Campidoglio, con il presidente del Senato a Palazzo Madama e col presidente della Camera a Montecitorio».


dal Corriere delle Alpi del 14 aprile 2011

25-Una trentina di docenti perde il posto

Chiusi i giochi alle elementari. Confermate le 34 pluriclassi

Si è chiusa ieri la partita per le scuole elementari in provincia di Belluno. I tagli confermati sono di 52 posti in meno rispetto allo scorso anno scolastico. Confermate le 34 pluriclassi (più tre che sono rappresentate dalle classi in ospedale) che sono così distribuite: una a Fiammoi, una a Carve, due a Danta e due a San Nicolò Comelico, una a Seren del Grappa e a Sant'Antonio di Tortal, ben sette a Forno di Zoldo. «Una situazione davvero insostebibile in questo istituto che ha 10 posti, una classe normale e 7 pluriclassi», sottolinea Milena De Carlo dello Snals.  A queste si aggiungono le due pluriclassi di Cibiana, una di Lamosano, le quattro dell'istituto comprensivo di Cencenighe, le altrettante dell'Ic di Alleghe e le sette di quello di Agordo. «Belluno, tempo fa, aveva fatto una Conferenza dei servizi per dire che bisognava salvare la scuola di montagna, garantendo un servizio minimo di qualità. Ma con questi numeri non mi pare che l'obiettivo sia stato raggiunto», commenta amaramente la segretaria dello Snals, De Carlo.  In questo quadro aumentano anche i docenti cosiddetti "perdenti posto" che salgono a 29 (26 posti comuni, due di inglese e uno di sostegno), cioè quegli insegnanti che per il taglio delle cattedre si troveranno, pur essendo di ruolo, a non avere un posto e saranno costretti a chiedere il trasferimento altrove. E questo comporterà un ulteriore aggravamento della posizione di molti precari che rimarranno senza un impiego.  Otto le classi in più a tempo pieno per il prossimo anno scolastico, a fronte di un decremento di 149 alunni.  Infanzia. Confermati invece i dati dello scorso anno alla scuola dell'infanzia. I posti comuni sono 282 mentre 11 quelli di sostegno. Un posto in più è stato dato al Comelico, mentre uno è stato tolto a Pieve di Cadore.


dal Corriere delle Alpi del 5 aprile 2011

24-Scuola: «Le 30 ore saranno un miraggio»

I presidi sui tagli alle elementari: «A stento riusciremo a coprirne 27»

ono preoccupati i dirigenti scolastici che in questi giorni stanno vedendo ridursi i posti per il prossimo anno. Il più perplesso è Massimo Pisello, preside dell'istituto comprensivo di Forno di Zoldo. «La vedo male», sottolinea il dirigente, «rispetto all'organico che doveva essere assegnato fino a qualche giorno fa, i numeri sono calati sensibilmente, tanto che sarà dura coprire l'orario scuola col personale insegnante». La denuncia dei presidi arriva dopo quella dei sindacati di categoria, che si erano detti preoccupati per i dati provvisori sui tagli alle cattedre presentati la settimana scorsa dall'Ufficio scolastico regionale. Numeri che mettevano in rilievo una maggior penalizzazione per la montagna. Secondo quanto annunciato da Snals e Cisl scuola, a farne le spese dovrebbero essere proprio i piccoli paesini ad alta quota. «Non so come faremo», continua Pisello. «Ora la scelta spetterà alla politica. L'unica cosa certa è che per i miei quattro plessi scolastici, mi sono ritrovato da quota 13 docenti comuni, ai 10 della scorsa settimana, fino ai 9 di questa mattina. Quattro insegnanti in meno: per me diventa quasi impossibile far quadrare il tempo scuola col personale a mia disposizione». Due cattedre in meno anche al terzo Circolo di Belluno. «Ci hanno tagliato due posti, ma i conti devono tornare», dice la dirigente Concetta Spadaro. «Il problema è che le 30 ore di tempo scuola con questi numeri diventano un miraggio, visto che il ministero, da quando è partita la riforma, continua a garantirci soltanto le 27 ore. Per fortuna abbiamo pre-allertato le famiglie che hanno iscritto i loro figli alla prima classe dal prossimo settembre: abbiamo detto loro che le 30 ore sarebbero state garantite solo se il numero dei docenti lo avesse permesso». «Riusciremo a malapena a garantire le 27 ore», precisa Roberto Scoccia, dirigente dell'istituto comprensivo di Mel. «Se dovessero confermare i tagli, andremo sempre di più verso un restringimento degli orari e quindi del tempo scuola». Della stessa opinione Giovanna Calderoni dell'Istituto comprensivo di Cortina. «In qualche modo dovremo far quadrare i conti, ma non sempre è così facile. E poi dovremo affrontare anche il problema dell'aumento di alunni per classe. Le famiglie ci avevano chiesto di avere meno ragazzi per aula: visto il numero di docenti, non potremo accontentarli, abbiamo le mani legate». L'assessore provinciale all'istruzione Stefano De Gan ha un atteggiamento attendista. «I dati sui tagli non mi sono ancora stati recpaitati nè dalla Regione nè dall'Ufficio scolastico bellunese, per cui non posso fare alcun commento. Auspico, comunque, che Regione e ministero diano attuazione ai precisi impegni che hanno preso nei confronti del nostro territorio».


23-Il 150º festeggiato alle medie

Forno. Ricordati anche i tanti sacrifici zoldani

dal Corriere delle Alpi del 22 marzo 2011

Riuscitissima, alle Medie, la celebrazione del 150º dell'unità d'Italia.  «Un momento di grande coesione», è stato il commento delle docenti Milly Fontanelle e Simonetta Dal Zotto, «e di partecipazione da parte di tutta la popolazione ad un evento fortemente voluto dal dirigente scolastico Massimo Pisello».  I ragazzi hanno recitato alla grande e si sono anche divertiti. «Siamo soddisfatti», dicono Linda Del Longo, Emma Remor e Alice Corazza, «del buon esito della manifestazione che ci ha impegnati per un po' di giorni. Siamo riusciti, con il sostegno dei nostri insegnanti, a festeggiare degnamente il 150º dell'Unità d'Italia».  La festa inizia con il benvenuto del minisindaco Elisa Baldini, che passa subito il microfono al dirigente scolastico Massimo Pisello che introduce alle celebrazioni. Poi il via allo spettacolo che racconta, stile recital, i 150 anni dell'unità d'Italia. L'Inno, distribuito in cinque segmenti, scandisce i vari momenti della storia d'Italia. Ecco allora un intreccio di tutta la storia risorgimentale con la lettura di numerosi articoli della Costituzione con i relativi commenti. Vengono ricordate le azioni eroiche, in particolare quelle che hanno visto protagonisti gli zoldani, che sono stati ricordati dal sindaco Fausta De Feo.  E racconta una serie di episodi: la resistenza contro gli austriaci, la battaglia di Lepanto, l'onore reso al gonfalone del Comune di Forno di Zoldo.  La festa continua. Vengono ricordati i simboli che caratterizzano l'Italia: la bandiera, i colori, il Vittoriano, lo stendardo. E, alla fine, i ragazzi (dopo l'esecuzione dell'inno nazionale) si scatenano cantando a squarciagola canzoni inerenti il tema della manifestazione.


22-Gli alunni calcano la scena con la bandiera cucita sul petto

dal Corriere delle Alpi del 18 marzo 2011

Gli scolari del plesso di Fusine hanno dato colore alla festa del 150º dell'Unità d'Italia. «Hanno imparato giocando», ha esclamato la docente Nadia De Marco, «quello che dovevano recitare. Si sono divertiti un mondo incontrando personaggi che, poi, troveranno sui libri di storia». La festa nella sala congressi col benvenuto a tutti i presenti (autorità civili e militari), in prima fila da parte del sindaco Molin Pradel: «Questa ricorrenza si lega a un cittadino originario di Zoldo, Clemente Pellegrini, che aveva fatto parte della spedizione dei mille ed era stato anche senatore del Regno. E viene a ricordarci che dobbiamo costruire un paese capace di rispondere alle esigenze delle persone che vi abitano». Dopo le parole del dirigente scolastico Massimo Pisello, la maestra Nadia De Marco ha dato il là ai ragazzi. Con la bandierina di stoffa tricolore sul petto e con i costumi del caso hanno ripercorso le tappe che hanno portato all'unità, fino a Mameli col suo Inno, cantato con tutti. Poi gelato tricolore.


21-Il sindaco torna a scuola

dal Corriere delle Alpi del 9 marzo 2011

Zoldo Alto. Molin Pradel visita il plesso di Fusine per spiegare ai ragazzi il senso del "porta a porta"

Il sindaco Roberto Molin Pradel incontra gli scolari del plesso di Fusine per una "full immersion" sul raccolta porta a porta. «L'importanza di incontrare i ragazzi», afferma, «è innegabile».  «L'educazione ambientale trova piena cittadinanza in un posto se parte dalle giovani leve, che sono molto sensibili a questa realà. Mettono subito in pratica le iniziative che vengono loro proposte». Dopo gli incontri con le frazioni di Zoldo Alto per illustrare la svolta nel metodo di raccolta, l'Amministrazione ha ritenuto utile "giocare" con gli scolari alla raccolta dei rifiuti con la collaborazione dell'artista Tatiana Faghera e dei docenti del plesso. A dare il "là" all'iniziativa, il sindaco Roberto Molin Pradel. Ha detto che il 21 marzo prenderà avvio la nuova raccolta dei rifiuti; ha spiegato poi come avverrà la raccolta dell'umido, del secco, della carta e del PVL (plastica, vetro e lattine). «L'umido», ha detto, «con i sacchetti biodegrabili viene conferito nei contenitori da 22 litri che dovranno essere esposti sulla strada una volta alla settimana per essere svuotati. Il secco, con i sacchetti semitrasparenti, viene raccolto in un altro contenitore da 72 litri che viene ritirato ogni 15 giorni. La raccolta della carta e di plastiche/vetro/lattine avverrà, col metodo tradizionale, nelle campane».


20-La scuola di Forno in internet

L'istituto comprensivo ha attivato una vetrina virtuale

dal Corriere delle Alpi del 4 marzo 2011

www.zoldoscuola.eu è il nuovo sito dell'Istituto comprensivo di Forno di Zoldo. Con questo sito l'Istituto esce dai confini della valle per farsi conoscere anche attraverso il web. «Scopo dell'iniziativa», afferma il dirigente scolastico Massimo Pisello, «è permettere alle famiglie degli alunni di conoscere e apprezzare le iniziative educative e didattiche che ogni anno vengono proposte ai nostri ragazzi, dai più piccoli della scuola dell'infanzia fino ai più grandi della scuola media».  Già dall'home page del sito è possibile rendersi conto della varietà dei servizi e informazioni cui si può accedere. «Al centro dello schermo», continua Pisello, «un'immagine grafica mette in evidenza i plessi scolastici e la loro dislocazione sul territorio. Attorno all'immagine sono disposti numerosi link: alcuni forniscono dati sull'istituto, altri portano su progetti e iniziative che caratterizzano la scuola». C'è poi un'area dedicata ai genitori con avvisi, informazioni, link utili ai quali è possibile accedere tramite una password inviata a casa. «C'è anche un'area», puntualizza Pisello, «che raccoglie le immagini delle produzioni dei ragazzi e delle attività più coinvolgenti. Ci sono alcuni link per accedere a siti interessanti per svolgere ricerche o esercitazioni, per approfondire argomenti di studi». Infine c'è l'area insegnanti.  Il sito è costantemente aggiornato e aperto al contributo di tutti. Chiunque può inviare richieste, proposte, consigli, materiale da pubblicare all'indirizzo: dirigente@zoldoscuola.eu.


19-Consiglio comunale dei ragazzi a Forno di Zoldo

Sono stati nominati i nuovi rappresentanti

dal Corriere delle Alpi del 24 febbraio 2011

Nominati gli assessori e messi a fuoco i progetti da attuare nel Consiglio comunale dei ragazzi capitanato dal mini sindaco Elisa Baldini. Gli assessori sono: Manolo De Fanti (Ambiente), Arianna Baldissarutti (Ragazzi), Silvia Del Longo (Sport).  Ed ancora Andrea D'Isep (Scuola) e Maura Vallazza (Cultura). Numerose le proposte emerse dai ragazzi, nel corso dell'incontro. Per quanto riguarda l'ambiente, promuovere la raccolta differenziata integrata con giornate ecologiche seguite da conferenze a scuola. Per i ragazzi proseguire i corsi di strumenti musicali, organizzare gite e giochi sulla neve. Per lo sport, far propria l'iniziativa Special Olimpics, cimentarsi in un maggior numero di sport, organizzare partite alunni-insegnanti.  Riguardo alla cultura i consiglieri mirano a promuovere una maggiore conoscenza del territorio zoldano attraverso uscite didattiche ed incontri con esperti.  Infine il Consiglio, in concomitanza con il 150º anniversario dell'Unità d'Italia, ha in programma la partecipazione al Concorso "Tracce risorgimentali nel nostro Parco", indetto dalla rete nazionale di scuole "Coloriamo il nostro futuro", nell'ambito del Progetto "Minisindaci dei Parchi e delle riserve naturali d'Italia", cui l'Istituto Comprensivo di Scuola dell'Infanzia e Primo Ciclo d'istruzione dei Comuni di Forno di Zoldo, Zoldo Alto e Zoppè di Cadore aderisce da oltre 10 anni.


dal Corriere delle Alpi del 17 febbraio 2011

18-Iscrizioni 2011 - 2012

Si sono chiuse le iscrizioni all'Istituto Comprensivo di Zoldo. «Abbiamo», dice il dirigente scolastico Massimo Pisello, «gli stessi numeri dell'anno scorso e un mantenimento dello stesso standard».  Sono previste due classi per la scuola dell'infanzia con i 37 iscritti. La scuola primaria, con i suoi quattro plessi, arriva a 107 scolari. In quelo di Forno di Zoldo ci saranno due pluriclassi; in quello di Pieve funzioneranno una classe da sola e due pluriclassi; il plesso di Fusine avrà due pluriclassi; nel plesso di Zoppè di Cadore, come al solito, ci sarà una sola pluriclasse. Per quanto riguarda le scuole medie con i suoi 73 alunni funzioneranno una prima A di 16 alunni a tempo prolungato, la seconda A di 18 alunni a tempo prolungato, la seconda B di 10 a tempo normale, la terza A di 17 a tempo prolungato e la terza B di 12 a tempo normale. Ci sono state, poi, le preiscrizioni alla scuola superiore: 2 al Centro consorzi di Sedico (uno ha scelto operatore legno e l'altro operatore del benessere); 1 l'Iti "G. Segato di Belluno; 2 l'ITC "P.F. Calvi di Belluno; 5 l'Istituto magistrale "Renier " di Belluno; 2 il Liceo (uno il Galilei e l'altro il Tiziano); 2 "Follador " di Agordo (uno il ramo di Geotecnica e l'altro l'alberghiero); 1 Istituto Dolomieu di Longarone; 4 l'Istituto professionale "T. Catullo " di Belluno; 1 il Liceo classico "Lollino " di Belluno.


dal Corriere delle Alpi del 5 febbraio 2011

17-Corsi di sci alle elementari

  ZOLDO. Corsi di sci sulla neve per gli alunni della scuola primaria dell'Istituto comprensivo. Il primo si è appena concluso, mentre il secondo inizia lunedì e prosegue fino a venerdì. Gli studenti saranno accompagnati dai loro insegnanti.  «E' una bella iniziativa che si tiene in collaborazione con le realtà della valle alle quali va il nostro ringraziamento», spiega il dirigente scolastico Massimo Pisello. «L'obiettivo è dare ai ragazzi la possibilità di iniziare uno sport tradizionale o potenziarne la pratica».  Lo sci alpino che si svolge sulle piste di Pecol vede la partecipazione di 10 ragazzi di Forno e 25 del plesso di Pieve. L'attrezzatura viene concessa, gratuitamente, dal Noleggio Balestra; le risalite dalla Val di Zoldo Funivie spa. La Scuola di Sci Civetta mette a disposizione gratuitamente i maestri di sci. «E' una bella occasione», fa rilevare il direttore della scuola Gianni Nobile, «per incentivare e promuovere lo sci a livello giovanile». A Palafavera sono in azione anche i fondisti: 15 del plesso di Forno e 25 di Pieve. Lo Sci Club Valzoldana, gratuitamente, mette a disposizione maestri di sci e attrezzatura. Da lunedì tocca agli alunni di Fusine (20) e di Zoppè di Cadore (7) seguire il corso.


16-Le medie ricordano la Shoah

dal Corriere delle Alpi del 27 gennaio 2011

La giornata della Memoria viene ricordata dalla 2ª e 3ª A della scuola media con video e recita. «Noi di 3ª A», dicono Giovanni, Sebastian ed Emanuele, «insieme alla prof. Manuela Panciera abbiamo realizzato un progetto sulla Shoah per non dimenticare il cruento sterminio degli ebrei da parte dei nazisti verificatosi fra il 1933 e il 1945. Abbiamo studiato il poeta ebreo Paul Celan che scrisse nella lingua dei suoi carnefici, il tedesco. Abbiamo trovato su You Tube un video dove l'autore recitava la sua poesia. Poi abbiamo cercato in internet immagini adatte al triste tema, scelto la colonna sonora del film "Schindler's List che abbiamo cantato dal vivo. Infine con l'aiuto del maestro Corrado De Rocco, abbiamo registrato le nostre voci che recitavano la poesia». Gli alunni della 2ª A hanno realizzato il progetto "I bambini nei lager" con immagini e la colonna sonora di una canzone di De Andrè. I ragazzi, insieme alla professoressa Milly Fontanella hanno fatto una analisi del testo della canzone e delle immagini.


15-Giovani atleti portatori di handicap in festa sulle piste da sci di Palafavera

dal Corriere delle Alpi del 26 gennaio 2011

Una tre giorni insieme ad atleti «speciali». La organizza l'A.S.D. Sci di fondo Val di Zoldo, l'associazione italiana persone Down sezione di Belluno, a partire da domani fino a sabato. L'iniziativa, intitolata «Zoldo Be a fan tm», consiste in una serie di giochi sulla neve con l'obiettivo di dimostrare che lo sport è davvero per tutti.  «Per la quarta volta», dice il presidente dell'A.S.D. Sci di fondo Val di Zoldo Arcangelo Panciera, «viene organizzata una manifestazione che coinvolge i ragazzi down. Lo scopo è sia di indirizzarli alla pratica sportiva, sia di favorire l'aggregazione con i nostri studenti delle scuole medie e degli allievi della scuola di sci di fondo». Le giornate sono caratterizzate da un programma nutrito di avvenimenti. Numerosi gli atleti down provenienti provenienti da tutto il Veneto. Si comincia domani alle 11 a Palafavera con una passeggiata con racchette da neve. Venerdì giornata non stop: alle 10 a Palafavera la prova di sci alpino; alle 16 degustazione alla sala congressi di Fusine del gelato artigianale della gelateria Al Sole di Pecol; alle 17 convegno gestito dagli atleti speciali al quale è invitata tutta la popolazione. Sabato giornata conclusiva a Palafavera: alle 10 passeggiata con gli sci da fondo; alle 14 premiazioni. «Questo appuntamento», conclude Arcangelo Panciera, «è molto importante perchè accresce l'autostima e l'autonomia dei giovani». L'iniziativa è dedicata alla memoria di Nicola Costantin e Franca Visintin.


dal Corriere delle Alpi del 21 gennaio 2011

14-Una lavagna digitale in dono

Il plesso di Forno centro l'ha ricevuta dai cacciatori. Il preside Pisello: «Uno strumento ormai indispensabile»

Una lavagna digitale tutta nuova a disposizione del plesso scolastico di Forno centro.  «La riserva alpina di caccia di Forno di Zoldo», dice il dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo di Zoldo, il professor Massimo Pisello, «ha donato un contributo consistente per l'acquisto di una lavagna digitale che servirà al plesso scolastico di Forno capoluogo. E' stata fatta questa scelta perchè al plesso di Pieve era già stata installata un'analoga lavagna acquistata, quella, con fondi ministeriali».  Una dotazione necessaria.  «E' indiscutibile ormai», fa notare Pisello, «l'importanza di avere quel tipo di lavagna; con i nuovi programmi interrattivi, servono questi nuovi strumenti per rendere più spedito e proficuo il lavoro dei docenti, con sistemi informatici più vicini ai ragazzi, che sono così facilitati nell'apprendimento. I ragazzi di oggi hanno infatti grande confidenza con i mezzi multimediali».  Un regalo gradito. «Abbiamo accettato con piacere e gratitudine», continua il dirigente Pisello, «una donazione che dimostra che la scuola è apprezzata sul territorio. E' tenuta in considerazione ed aiutata nella sua crescita. La riserva alpina di caccia è sempre vicina alla scuola. Ha individuato dei percorsi naturalistici e faunistici per far conoscere ai ragazzi le peculiarità del territorio, in particolare per quanto attiene alla fauna e alla flora».  La parola al presidente della riserva alpina di caccia, Florio Lazzaris. «Ogni anno», evidenzia, «facciamo donazione di una piccola cifra ad associazioni volontaristiche quali Casa tua 1, Casa tua 2, Aviano. Quest'anno abbiamo deciso di fare un regalo al plesso di Forno centro».  Ogni anno un regalo. «Nel contesto della nostra iniziativa "Impariamo a conoscere ed osservare le tracce degli animali selvatici", che portiamo in giro per il Veneto», spiega Lazzaris, «ricaviamo dei proventi (preparano anche gelati, ndr) che poi devolviamo. Inoltre ci sono le quote che versano i cacciatori alle sezione. Insomma, ci diamo da fare».

vedi le foto


dal Corriere delle Alpi del 21 gennaio 2011

13-Gli studenti della Val di Zoldo hanno preparato il lunario

Il Lunare 2011, I nost paìs. E’ uscito il calendario dell’Istituto comprensivo di Scuola dell’Infanzia e primo grado d’istruzione dei Comuni di Forno di Zoldo, Zoldo Alto e Zoppè di Cadore nell’ambito del progetto «La montagna raccontata agli altri». I testi e i disegni sono dei ragazzi di prima media e delle Scuole primarie di Forno, Fusine, Pieve e Zoppè di Cadore. Un lavoro di prim’ordine. “Quest’anno in autunno”, dicono i ragazzi, «abbiamo visitato molte frazioni di Zoldo anche Zoppè (qui siamo andati con la scuolabus, ma abbiamo anche camminato parecchio). Siamo andati in tutti i paesi dove vivono gli alunni che frequentano le nostre scuole e qualcuno di loro ci ha anche raccontato qualcosa sul suo paese; qualche frazione non è stata visitata perchè non ci vive nessun ragazzo in età scolare. Abbiamo saputo invece che, fino a 40 o 50 anni fa, in ogni frazione c’erano molti bambini, che si radunavano a giocare tra le case o sui prati, mentre oggi spesso siamo pochi, a volte anche solo uno o due per paese, ed è difficile ritrovarsi in gruppo... e questo ci dispiace molto. Ringraziamo tutte le persone che ci hanno aiutato con notizie, fotografie e descrizioni dei paesi; in particolare il signor Attilio Zalivani di Fusine, appassionato collezionista di vecchie cartoline. Sono sue quasi tutte le immagini dei paesi di tanti anni fa».
 Il calendario è bellissimo, lo si sfoglia e lo si guarda con ammirazione per il lavoro ben svolto. Piacevole sono le notizie sui paesi come pure gli aneddoti raccontati. Un bel colpo d’occhio i disegni da parte dei bambini, le fotografie in bianco e nero di una volta e quelle attuali dei vari paesi. Sono anche riportate le festività locali e nazionali. Il tutto raccontato in ladino in base al progetto triennale nell’ambito dello studio della lingua e cultura locale. Un bel lavoro a dimostrazione della fantasia e dell’estro dei ragazzi.

vedi anche "le nostre pubblicazioni"


12-Il volontariato entra nelle scuole

Quattro incontri, tutti molto partecipati

dal Corriere delle Alpi del 7 gennaio 2011

La scuola media incontra le associazioni volontaristiche. «Quattro gli incontri», spiega l'assessore alla Protezione Civile, Max Cordella, «svolti con Vigili del fuoco volontari di Zoldo Alto, Soccorso alpino, Protezione civile, Croce verde di Zoldo Alto e Servizio di ambulanze di Forno di Zoldo (queste ultime due insieme, ndr). Ai ragazzi è stato spiegato come questi gruppi agiscono a favore della comunità, sia con le parole e sia con dimostrazioni pratiche. I ragazzi hanno seguito con interesse, ponendo anche delle domande pertinenti e di stimolo verso i volontari. L'obiettivo è di creare un substrato culturale nei giovani, per avere, un domani, dei volontari belli e pronti».  Gli incontri si ripetono ormai di anno in anno.  «Dal 2007», evidenzia Cordella, «stiamo portando avanti il progetto di protezione civile in sinergia con le scuole medie; e, di anno in anno, riprendiamo il progetto per non lasciare cadere nel dimenticatoio quello che si è fatto l'anno precedente».  Soddisfatto il dirigente scolastico Massimo Pisello. «Importante iniziativa», dice, «tanto più che siamo in perfetta sintonia con le associazioni locali del volontariato. Riconosciamo l'importanza e la validità del progetto che serve a formare i ragazzi e a far capire la validità del volontariato e l'opera benefica che fa nelle nostre piccole comunità lontane dal capoluogo di provincia».  La conclusione all'assessore che ringrazia tutte le associazioni per la disponibilità dimostrata con i ragazzi e per l'attività quotidiana che svolgono. Un grazie anche al dirigente scolastico per la collaborazione prestata.


da L'Amico del Popolo del 23 dicembre 2010-11


10-Natale per i bimbi con la biblioteca

 Per i più piccoli laboratori, feste e racconti a tema

da Il Gazzettino del 5 dicembre 2010

La biblioteca... fuori di sè per Natale. Letteralmente. Nel senso che per prepararsi in maniera speciale alle feste di Natale la biblioteca di Forno di Zoldo abbandona la propria sede abituale e si trasferisce in mezzo al paese. È a Villa Chele di Pralongo infatti che si stanno svolgendo gli incontri proposti da Debora, la bibliotecaria, con i bambini della scuola per l'infanzia e delle elementari del comune. Sono iniziati già da quindici giorni e proseguiranno tutti i pomeriggi di martedì e giovedì sino al 9 dicembre. Anche perché la partecipazione è incoraggiante: si sono formati 4 gruppi, ciascuno di 10 bambini, due provenienti dall'asilo (che s'incontrano alle 14.30) e altrettanti per i più grandicelli, a seguire.
      «Stiamo realizzando dei lavoretti di Natale, adatti all'età di ciascun gruppo e che catturano l'attenzione di tutti i partecipanti», racconta Debora, alla testa di questa iniziativa coinvolgente, realizzata in collaborazione con gli gnometti del bosco. Il lavoro manuale è accompagnato e intercalato alle letture ad alta voce, sempre di testi riguardanti le feste che stanno per arrivare.


9-Corso di musica per alunni

dal Corriere delle Alpi del 3 dicembre 2010

«A Scuola con la mia band» con il docente Mauro Bortolotto.  Chitarra, batteria (percussioni) e tastiera gli strumenti scelti da 37 alunni dell'Istituto comprensivo per creare le basi, per il futuro, di una banda musicale. Il corso (iniziato sabato 6 novembre), terminerà il 28 maggio. Ecco il calendario delle lezioni: dalle 14 alle 15 chitarra; dalle 15 alle 16 batteria; dalle 16 alle 17 tastiera. «Il progetto», dice il dirigente scolastico Massimo Pisello, «piace ai ragazzi perchè al termine del corso riusciranno ad eseguire brani di loro gradimento e dà un valido contributo alla socializzazione».  Il corso di musica permetterà ai ragazzi, abituati ad acquisire, in tempi rapidi, le competenze che soddisfano i loro interessi, di avvicinarsi, in modo diretto, alla pratica degli strumenti musicali e di eseguire brani musicali di gruppo, da proporre anche nel concertino che viene organizzato a fine anno scolastico.  Il programma intende stimolare concentrazione e creatività, infondere nei ragazzi fiducia nelle proprie capacità.  Attraverso lo studio dello strumento musicale, gli studenti potranno superare le inibizioni e le insicurezze nei rapporti con gli altri; imparare a competere con i compagni durante l'esecuzione in gruppo, scegliere di approfondire la propria cultura musicale e soddisfare il bisogno d'aggregazione (concerti, prove di gruppo, discussioni e ascolto musicale)


8-Commemorazione dei caduti con i ragazzi della Scuola Primaria

dal Corriere delle Alpi del 4 novembre 2010

Commemorazione dei caduti di tutte le guerre.  Oggi alle 11 appuntamento importante per la Valle.  «Nella ricorrenza della giornata commemorativa dei Caduti di tutte le guerre», dice il sindaco di Forno di Zoldo Fausta De Feo, «avrà luogo, dinanzi alla sede municipale, una solenne cerimonia a ricordo dei nostri caduti con la posa di corona di alloro».  Quest'anno c'è un motivo in più per rendere la cerimonia ancor più sentita e partecipata: la presenza dei ragazzi della Scuola media dell'Istituto Comprensivo di Zoldo visto che la ricorrenza si festeggia in un giorno feriale.  «E' una buona occasione per i ragazzi», mette in rilievo il primo cittadino, «che consente loro di prendere coscienza dei fatti dolorosi dolorosi riferiti ad ogni guerra».  Fra l'altro il prossimo anno si festeggerà il 150º anniversario dall'Unità d'Italia e quella di oggi è un'occasione per ricordarlo.  A Zoldo Alto la commemorazione dei caduti di tutte le guerre è stata celebrata il 1º novembre.  Alla 10.30 è stata officiata la messa nella Chiesa di San Nicolò (la comunità è ancora in attesa del nuovo sacerdote) a Fusine.  Al termine del rito religioso sono state deposte le corone di fiori al Monumento dei caduti in guerra di Fusine e di Goima.


7-Un corso di comunicazione insegna ad avere rapporti più costruttivi con gli altri

dal Corriere delle Alpi del 24 ottobre 2010

«Parlarsi e capirsi...la comunicazione e i rapporti interpersonali in famiglia, nel lavoro, con gli altri». E' il titolo di un corso organizzato dalla farmacia Valzoldana con la collaborazione del Comune di Forno di Zoldo e dell'Istituto comprensivo Dante Alighieri di Zoldo.  Il corso sarà tenuto dal formatore Stefano Donà della Cooperativa Servire di Treviso il 27 ottobre, il 3, 10 e 17 novembre nell'aula magna delle scuole medie, dalle 18 alle 20.30.  «Il corso», dice la farmacista Ida Tesser, «è aperto a coloro che desiderano impostare, in modo costruttivo, i rapporti con gli altri ed arricchire la propria professionalità ed esperienza umana».  Il programma: essere consapevoli delle opportunità e dei limiti della comunicazione; gestire le divergenze con la comunicazione efficace; entrare in sintonia con le persone attraverso l'ascolto; saper osservare le dinamiche relazionali. Info e adesioni: tel. 0437/78141, 329-4788338, idafabi@libero.it.


6-Studenti delle medie in visita alla Croce verde

dal Corriere delle Alpi del 23 ottobre 2010

Sono quattro gli incontri con le associazioni di volontariato, organizzati per far conoscere ai ragazzi delle medie, realtà tanto importanti per il territorio.  Il primo è in programma oggi e porterà gli studenti nella sede della croce verde di Zoldo Alto ed il servizio ambulanza di Forno.  «Questa iniziativa», dice l'assessore alla protezione civile di Zoldo Alto Max Cordella, «rientra nell'ambito del progetto di Protezione Civile iniziato nel 2007. Gli altri appuntameti sono con il Soccorso Alpino, con i Vigili del fuoco volontari e con il Nucleo di protezione civile. Gli incontri sono molto interessanti per i ragazzi che possono conoscere quali sono le funzioni di questi enti».  Soddisfatto il dirigente scolastico Massimo Pisello. «E' una iniziativa di qualità, molto utile per i ragazzi. E' importante riproporla ogni due anni per far conoscere ai ragazzi le associazioni della valle di Zoldo e di Zoppè di Cadore e le attività indispensabili che svolgono. E' bene che i ragazzi memorizzano queste esperienze affinchè in futuro si possano sentire stimolati a far parte di queste associazioni».


5-Tutta la scuola alla campestre

dal Corriere delle Alpi del 19 ottobre 2010

In una splendida giornata di sole, si è svolta la fase d'istituto di corsa campestre. Oltre 120 i partecipanti, dalla 4ª elementare alla terza media. «Alla manifestazione», sottolinea il docente di educazione fisica Fabrizio Pra Mio, «ha partecipato il 95% dei ragazzi, a testimonianza che la giornata è ormai entrata nella tradizione della scuola. I migliori parteciperanno alla successiva fase distrettuale a Belluno».  Nutrita la presenza dei genitori. Alle premiazioni ha partecipato, oltre al dirigente dell'Istituto comprensivo di Zoldo, Massimo Pisello, il sindaco di Forno di Zoldo, Fausta De Feo.  «Nonostante la crisi», continua Fabrizio Pra Mio, «in palio c'erano ricchi premi: magliette, diplomi e un oggetto misterioso».

LE CLASSIFICHE  4ª e 5ª elementare femminile: 1. Federica Cini 2'55"; 2. Dora Campo › Bagatin 3'10"; 3. Cecilia Benvegnù 3'20"; 4. Claudia Zanolli 3'21"; 5. Veronica Mei 3'28"; 6. Antea De Fanti 3'30"; 7. Maria Laura Bortolot 3'32"; 8. Noa Talamini 3'33"; 9.Morgana Villa 3'45". 4ª e 5ª elementare maschile: 1. Enrico Lazzarin 3'14"; 2. Renè Sommariva 3' 25"; 3. Devid Bez 3'34"; 4. Tiziano Liva 3'39"; 5. Nicola Sartori 3'43"; 6. Samuele Pampanin 3'47"; 7. Silvano Sommariva 3'51"; 8. Mirko Corazza 3'52"; 9. Gioele Campo Bagatin 3'56".  Ragazze: 1. Agnese De Fanti 3'38"; 2. Andrea Nobile 3'49"; 3. Raffaella Giacomel 3'51"; 4. Lara Corazza 4'00"; 5. Irina Meneghetti 4'04"; 6. Fabiola Mora 4'11"; 7.Rebecca Monego 4'17"; 8. Laura Gamba 4'28"; 9. Diana Netto 4'43".  Ragazzi: 1. Miro Vallazza 4'09"; 2. Andrea D'Isep 4'10"; 3. Isacco Costa 4'11"; 4. Leonardo Giacomel 4'24"; 5. Damiano De Marco 4'30"; 6. Milo De Rocco 4'34"; 7. Enos Toscani 4'54"; 8. Stefano Toldo 5'26"; 9. Marco Soramaè 6'03".  Cadette: 1. Silvia Del Longo 4'04"; 2. Maura Vallazza 4'17"; 3. Emy Gavaz 4'20"; 4. Chiara Anna Lazzarin 4'25"; 5.Laura Corazza 4'26"; 6. Valentina Cercenà 4'36"; 7. Francesca Aliquò 4'37"; 8. Arianna Cini 4'44"; 9. Claudia Sagui 4'47".  Cadetti: 1. Thomas Vannini 4'48"; 2. Francesco Bortolot 5'05"; 3. Lorenzo Grossi 5'23"; 4. Giovanni Bez 5'26"; 5. Francesco Aliquò 5'26"7; 6. Andrei Tapuc 5'29"; 7. Ivan Cordella 5'37"; 8. Ovidiu Culic 5'38"; 9. Filippo Panciera 6'07"; 10. Giosuè Sagui 6'50". (ma.a.)

(guarda le classifiche complete e le foto delle premiazioni QUI)


4-Risolto il problema pediatra

dal Corriere delle Alpi del 7 ottobre 2010

Il tormentone sulla mancanza del pediatra ha trovato una soluzione. Dopo le preoccupazioni e le perplessità espresse dalla comunità e l'interessamento delle amministrazioni locali, ieri è arrivata la buona notizia.  Alla Comunità Montana Cadore Longaronese Zoldo, infatti si sono incontrati i sindaci di Castellavazzo, Roccon, di Longarone, Padrin, di Ospitale, Sacchet, di Forno di Zoldo, De Feo, di Zoldo Alto, Molin Pradel, di Zoppe di Cadore, Bortolot e il direttore generale dell'Usl 1 Ermanno Angonese coadiuvato dal direttore sanitario Lucio Di Silvio.  L'obiettivo era discutere delle difficoltà che la mancanza del pediatra di base, il cui posto è rimasto vacante dallo scorso 1º di ottobre, avrebbe comportato e porvi rimedio, se non altro in via temporanea.  Dopo un'attenta analisi delle conseguenze legate al fatto che in tutto il Veneto mancano pediatri che possano coprire i posti vacanti e ritenendo che, il territorio del longaronese necessiti di una copertura stabile in tempi brevi, il direttore generale dell'Usl ha formulato alcune ipotesi che possono coprire le immediate necessità.  Verrà inviata una lettera ai residenti nel distretto n. 3 per informarli della possibilità di scegliere fin da subito un medico di base per coprire le esigenze dei ragazzi fino ai 14 anni.  Oppure gli abitanti potranno anche rivolgersi, in deroga, ai pediatri che operano nei territori limitrofi (es. Pieve di Cadore, Ponte nelle Alpi, Alpago) fintantoché non sarà espletato il concorso per la copertura del posto vacante.  Su richiesta dei sindaci, l'Usl avvierà anche una ricognizione per aprire a breve un consultorio pediatrico per alcune ore settimanali nell distretto sanitario di Longarone, così da far fronte alle necessità non solo dei residenti ma anche dei medici di medicina generale.  Il concorso per la ricerca del pediatra di base è già stato avviato e concluderà il suo iter, dando stabilità ad un intero territorio, presumibilmente in 4-5 mesi.  Nel territorio interessato dalla pediatria di base sono presenti circa 1.100 assistiti compresi tra 0 e 14 anni.

3-«Anche i nostri bimbi sono veneti»

dal Corriere delle Alpi del 25 settembre 2010

   «Ma per Zaia i bambini del Cadore e della Val Zoldana sono a tutti gli effetti veneti, ed hanno gli stessi imprescindibili diritti di tutti gli altri bambini, oppure no?»  E’ con questa precisa e diretta domanda, contenuta in un’interrogazione presentata ieri e rivolta al presidente del Veneto, che il consigliere regionale del PD, Sergio Reolon, solleva il caso del distretto sociosanitario dei Comuni di Auronzo, Lozzo, Lorenzago e Vigo, dove dal 1º febbraio è rimasto vacante il posto di pediatra di base.  «Da quasi 8 mesi», ricorda Reolon, «i circa 800 bambini che risiedono in questa zona non hanno a disposizione un medico specialista di distretto che li possa seguire e curare. Com’è intuibile tale situazione sta creando grandi disagi per le famiglie di questi bimbi, costrette a macinare molti chilometri per avvalersi della professionalità di un pediatra, che al momento trovano solo in ospedale».  L’esponente democratico bellunese denuncia il fatto che «malgrado la Usl abbia aperto la procedura per l’assegnazione dell’incarico, e malgrado siano pervenute le domande di due medici, che esercitano la professione pediatrica rispettivamente presso le pediatrie dell’ospedale San Martino di Belluno e di quello di Pieve di Cadore, a tutt’oggi la situazione è in fase di stallo. Infatti, con una delibera del 14 luglio, il direttore generale Ermanno Angonese ha disposto di non procedere al conferimento per non sguarnire gli ospedali in cui esercitano attualmente i due medici. Il bando di concorso non prevedeva l’esclusione di professionisti ospedalieri», fa notare a questo punto Reolon, «per cui chi è entrato in graduatoria non intende rinunciare a quello che ritiene essere un proprio diritto; d’altro canto questa situazione sta bloccando l’arrivo presso il distretto di altri medici che sarebbero già pronti a trasferirsi ad Auronzo, agevolati anche dalla messa a disposizione da parte del Comune di un alloggio. E’ chiaro che a questo punto spetta solo alla Usl, e quindi alla, Regione risolvere urgentemente l’impasse».  Ma Reolon punta l’indice anche su una «situazione del tutto simile che si sta creando in questi giorni anche in Val Zoldana, dove, dal primo di ottobre, la pediatra che sta prestando servizio nella zona di Longarone, Castellavazzo, Forno di Zoldo, Zoldo Alto e Zoppè di Cadore, verrà trasferita altrove su sua richiesta. Anche in questo caso ci vorranno almeno tre mesi prima che la Usl competente pubblichi il bando per la “zona carente”. E tante altre famiglie con bambini avranno seri problemi».  In conclusione Reolon, nel sollecitare Zaia e la sua giunta ad un intervento risolutivo, giudica la vicenda come «l’ennesimo esempio di come la montagna veneta, con le Dolomiti patrimonio mondiale dell’Unesco, venga ignorata da una politica incapace di farsi carico appieno della specificità montana e della sua complessità anche in ambiti tanto importanti quanto quello della sanità».

2-«Chiediamo un altro pediatra»

vedi anche "raccolta firme"

dal Corriere delle Alpi del 18 settembre 2010

  ZOLDO ALTO. Le mamme e i sindaci della Valle di Zoldo e del Longaronese si uniscono in una mobilitazione per salvare il pediatra. Dal 1º ottobre, infatti, la dottoressa Poggiato, che prestava servizio a Longarone, Castellavazzo, Forno di Zoldo, Zoldo Alto e Zoppè di Cadore, verrà trasferita per sua richiesta in un’altra sede e le famiglie rimarranno senza pediatra. L’unica soluzione sarà quella di affidare i propri figli ad un medico di base.  Giusto il tempo necessario per l’apertura del bando regionale e la definizione del nuovo pediatra. L’allarme è stato lanciato da una mamma zoldana pochi giorni fa, e la mobilitazione è proseguita con un’infuocata assemblea nella sala polifunzionale del municipio di Fusine. Erano tantissimi i presenti, tutti determinati a vendere cara la pelle: la propria e soprattutto quella dei propri figli. L’incontro è stato promosso dall’amministrazione comunale di Zoldo Alto, per nulla propensa a lasciarsi scivolare addosso l’emergenza: «Sappiamo in che situazione si trovi da mesi Auronzo, e non vogliamo che accada anche da noi», ha detto un preoccupato sindaco Roberto Molin Pradel.  Serviranno circa tre mesi perchè «l’Uls pubblichi il bando per la zona carente determinatisi: troppi perché possiamo starcene tranquilli ad attendere l’evoluzione degli eventi».  All’appello lanciato da Molin Pradel hanno risposto anche i sindaci di Forno Fausta De Feo e di Zoppé Renzo Bortolot, che lamentano anche il fatto di aver saputo del problema dai giornali.  Si cerca una soluzione possibile, non una scorciatoia, come l’esenzione dal pagamento del ticket o iscrivere i piccoli con il medico di base: «Ciò non farebbe altro che ridurre ulteriormente il numero di pazienti e rendere la zona ancora meno appetibile ad un nuovo pediatra», ha sottolineato il sindaco di Forno Fausta De Feo.  «Siamo stanchi del fatto che ad essere penalizzata a causa dei tagli sia sempre la periferia», ha aggiunto l’applauditissimo vicesindaco di Zoldo Alto Lucia Colussi. «Anche noi siamo cittadini italiani, veneti e bellunesi e i nostri bambini hanno gli stessi diritti di quelli che vivono in pianura». L’assemblea ha quindi stabilito di chiedere all’Uls di nominare rapidamente un pediatra che prenda il posto della dottoressa Poggiato, «appena si trasferirà, perché i nostri bambini non devono restare senza pediatra nemmeno per un giorno» e di garantire il rapido subentro di un pediatra di ruolo, nei tempi tecnici ammessi dal bando.  Anche le mamme si stanno mobilitando, con una raccolta firme in calce ad una petizione che verrà inviata ai vertici dell’Uls, mentre i sindaci di Longarone, Castellavazzo e Forno di Zoldo hanno già firmato un documento (che verrà presentato anche agli altri primi cittadini a giorni) da sottoporre all’Uls 1 per chiedere «uno sforzo affinchè il posto della pediatra venga coperto subito», dice il sindaco di Longarone Padrin.  «E’ un’esigenza indispensabile per il nostro territorio».

1-Forno, promosse le nuove scuole

dal Corriere delle Alpi del 16 settembre 2010  

  La campanella è suonata alle 8 di un lunedì autunnale per i quasi duecentocinquanta bambini dell’Istituto comprensivo.  Nella Scuola dell’infanzia di Dont, nei plessi scolastici della Scuola primaria di Zoppè di Cadore, di Pieve, di Forno capoluogo e Fusine è iniziato l’anno scolastico 2010-2011.  La novità saliente è che le classi del plesso di Forno capoluogo si sono trasferite in una porzione dell’edificio delle Scuole medie, con un ingresso indipendente e con un ampio spazio adiacente.  C’erano il sindaco di Forno di Zoldo Fausta De Feo, il suo vice Maurizio De Pellegrin, il dirigente scolastico Massimo Pisello e il presidente del Consiglio d’Istituto Ester Serafin. Hanno atteso l’arrivo degli scolari accompagnati dai genitori, per prendere possesso della nuova sede.  Il sindaco di Forno ha fatto gli onori di casa. «Naturalmente», ha spiegato il primo cittadino, «manca qualche rifinitura (la ringhiera) che è in via di definizione e dovrà essere dipinto l’esterno con disegni progettati dagli stessi scolari. Non mancano ampi spazi per i ragazzi ed il pulmino arriva davanti al cancello in piena sicurezza».  Soddisfatto il dirigente scolastico Massimo Pisello, che ha illustrato i lavori fatti durante l’estate, con aule spaziose e i laboratori.  I genitori hanno potuto verificare di persona le opere ben eseguite. Lusinghiero il giudizio del presidente del Consiglio d’Istituto.  «La nuova scuola», ha commentato di Ester Serafin, «ci ha impressionato. Una bella struttura con tanti spazi per i ragazzi. Non ci sono i pericoli di prima quando si trovavano a contatto della strada statale. La nuova sede è luminosa e verrà ancora più bella con i disegni che abbelliranno l’esterno. Il cambiamento è risultato più che positivo».  La conclusione a Enrico Lazzarin, «anche i bagni sono belli».

0-Zoldo e Zoppè, un esercito al via

dal Corriere delle Alpi del 13 settembre 2010  

  FORNO DI ZOLDO. Riaprono le aule dell’istituto comprensivo. Oggi alle 8 per i quasi 250 ragazzi dei tre comuni della Val di Zoldo e di Zoppè di Cadore suonerà la prima campanella: nella scuola dell’Infanzia di Dont, nei plessi scolastici della scuola primaria di Zoppè di Cadore, di Pieve, di Forno capoluogo e Fusine.  «La novità di quest’anno - dice il dirigente scolastico Massimo Pisello - è che le classi del plesso di Forno capoluogo si trasferiscono (attraversano solo la strada) in una porzione dell’edificio delle scuole medie con un ingresso indipendente e con un ampio spazio adiacente».  Oggi il sindaco di Forno di Zoldo Fausta De Feo e il dirigente Massimo Pisello accoglieranno gli scolari e i genitori per dare loro il benvenuto nella nuova sede e augurare un buon anno scolastico. Per i docenti, però, la scuola è iniziata il 1º settembre.  «Abbiamo lavorato alacremente - continua Massimo Pisello - per la programmazione dell’anno scolastico 2010/2011, per preparare progetti ambiziosi. Oltre alle attività didattiche e curriculari verranno preparate pubblicazioni (il calendario ladino, il giornalino scolatico...) dando spazio oltre alla lingua italiana, al dialetto, all’inglese e al tedesco. Naturalmente non mancherà lo spazio per il Consiglio comunale dei ragazzi (mini sindaci dei parchi nazionali e naturalistici d’Italia). Il movimento dei mini sindaci ci vede protagonisti come scuola - capofila regionale».  Il docente Corrado De Rocco cura il nostro sito www.coloriamoilnostrofuturo.eu per tutti i contatti con le altre scuole dei parchi nazionali e naturalistici d’Italia. Sempre De Rocco cura il sito specifico della nostra scuola www.zoldoscuola.eu per dare la possibilità a tutti i genitori e alla società civile tutta di avere una panoramica su quanto avviene nell’Istitituto comprensivo di Zoldo.  «Un altro anno scolastico prende il via. Un in bocca al lupo è di prammatica. L’ organico è praticamente al completo e quindi partiamo con l’orario completo di cinque ore».

ANNO SCOLASTICO 2009-2010

Tutti e 25 ammessi agli esami gli studenti delle due terze

dal Corriere delle Alpi del 27 giugno 2010  

 Disco verde per tutti i 25 alunni delle due terze classi ammessi agli esami di licenza media nella scuola di Forno di Zoldo.  La palma del migliore a Claudia Dal Mas della terza B che ha ottenuto un portentoso dieci.  Di rilievo anche il nove ottenuto da Elia Corazza della terza A e Sofia De Marco della terza B.  Ecco i risultati ottenuti dai ragazzi in entrambe le sezioni in cui è organizzata la scuola.  Classe 3ª A: Elia Corazza (nove), Daniela De Fanti (sei),Cheyenne De Fanti (sei), Valentina De Pellegrin (sei), Gioia Lucia De Rocco (sette), Nicoletta Giacomel (sette), Larissa Groenewond (otto), Manolo Olivier (sette), Samir Pra Mio (sette), David Zampolli (otto).  Classe 3ª B: Elisa Badin (sette), Sara Corazza (otto), Kim Cordella (otto), Patrik Cordella (sei), Claudia Dal Mas (dieci), Jenny De Fanti (sei), Marco Del Longo (otto), Alessio De Marco (sette), Sofia De Marco (nove), Alberto Giacomel (sei), Micael Gorini (sei), Alessio Marcovecchio (sei), Giada Monego (otto), Lara Netto (sei), Matteo Panciera (sei).

 

I valori scendono in campo»: quattro classi premiate dalla Figc

dal Corriere delle Alpi del 10 giugno 2010

  TRICHIANA. Questione di... classe. Il concorso «I valori scendono in campo» ha premiato quattro classi delle scuole elementari: la Terza A, la Quarta B e la Quinta B di Trichiana e nota di merito per la Quinta di Forno di Zoldo. La fase finale del progetto organizzato da Federazione italiana gioco calcio in collaborazione con Coni e Ministero dell’Istruzione si è svolta al Parco Lotto di Trichiana. Ed è arrivata alla fine di un percorso, che puntava a costruire una cultura sportiva in alunni, insegnanti e genitori tale da far considerare ogni spettacolo sportivo come una festa, in cui giocare divertendosi e crescere nel rispetto delle regole e degli avversari. Coinvolti gli istituti comprensivi di Forno di Zoldo, Mel e Trichiana, il Canossiano di Feltre e il 3º Circolo di Belluno: 24 classi, per un totale di 420 ragazzi. Tutti impegnati in corse, salti, lanci, capriole e partite di calcio.  Complicate le motivazioni, chissà che i ragazzi le abbiamo capite. La Terza A di Trichiana è stata premiata per «l’inventiva e la creatività nel lavoro. La classe è riuscita a rappresentare al meglio i veri valori dello sport con slogan originali, appropriati e incisivi. Ammirevole l’inserimento in un campo associabile per la sua neutralità (un telo bianco) ai differenti ambiti sportivi accomunati da valori universali». La Quarta B «per l’originalità della composizione poetica e artistica che a colpo d’occhio sembra richiamare le antiche pergamene greco - romane e la relativa evoluzione dello sport nella storia sulla base degli stessi valori morali. La classe ha dimostrato di avere una notevole capacità di visualizzare con la fusione di tecniche artistiche e poetiche l’obiettivo principale di comunicazione: i valori dello sport». La Quinta B «per la notevole abilità nell’abbinamento delle diverse tecniche artistiche, collage, pittura e senso cromatico che fondono la bidimensionalità con la terza dimensione esaltando e incorporando il significato del testo nella visualizzazione del messaggio. Apprezzabile l’integrazione di materiali riciclati che diventano non solo parte integrante,. ma soprattutto elemento di di grande impatto visivo nella comunicazione. Infine nota di merito per gli zoldani «per l’idea nel visualizzare un messaggio attraverso la formazione di un gruppo di ragazzi, ognuno dei quali identifica un valore morale nel mondo dello sport».


 

In 200 in lizza a Pralongo

  FORNO DI ZOLDO. Venerdì scorso, baciata dal primo tepore primaverile si è svolta la giornata dello sport dedicata alle scuole con il campo sportivo di Pralongo affollato da oltre 200 bambini. La regia è del docente di educazione fisica Fabrizio Pra Mio, quest’anno è particolamente contento per la massiccia partecipazione: «Molto significativo», fa notare Fabrizio, «il comportamento delle terze che hanno diretto, seguito (nel circuito dei cinque giochi) e premiato le prime e le seconde elementari». Gare di velocità (70 metri) e gare di resistenza dai 400 ai mille (dalle elementari alle medie) il menù della mattinata. Queste le classifiche.   Velocità femm. - 3 el.: 1. Federica Cini. 4 el.: 1. Veronica Mei. 5 el: 1. Agnese De Fanti. 1 media: 1. Maura Vallazza. 2 media: 1. Valentina Cercenà. 3 media: 1. Nicoletta Giacomel. Velocità m. - 3 el.: 1. Leonardo Corazza. 4 el: 1. Enrico Lazzarin. 5 el.: 1. Damiano De Marco. 1 media: 1. Ovidiu Culic. 2 media: 1. Francesco Bortolot. 3 media: 1. Thomas Vannini.   Resistenza femminile - 3 el.: 1. Federica Cini. 4 el.: 1. Dora Campo Bagatin. 5 el.: 1. Agnese De Fanti. 1 media: 1. Chiara Anna Lazzarin. 2 media: 1. Linda Del Longo. 3 media: 1. Larissa Groenewond. Resistenza maschile - 3 el.: 1. Leonardo Corazza. 4 el.: 1. Enrico Lazzarin. 5 el.: 1. Miro Vallazza. 1 media: 1. Ovidiu Culic. Classe 2 media: 1. Francesco Bortolot. 3 media: 1. Thomas Vannini.   Circuito 1-2 elementare: 1. Forno 180 punti; 2. Fusine 170; 3. Classe prima di Pieve 130 punti: 4. Classe seconda di Pieve 80 punti.  Fabrizio Pra Mio sottolinea l’importanza di Pralongo nel contesto zoldano: «Vengono organizzate», spiega Pra Mio, «le partite del campionato di terza categoria, le partite della squadra dei pulcini e a settembre anche quelle della squadra esordienti, novità assoluta per il calcio zoldano».

 

Salvare l' ambiente per le future generazioni

dal Corriere delle Alpi del 08 giugno 2010  

  ZOLDO. Dirigenti scolastici, amministratori, referenti, mini-sindaci in un ambiente naturale per un evento pieno di emozioni. Si è appena concluso il decimo Convegno nazionale dei minisindaci dei Parchi d’Italia. Il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Zoldo Massimo Pisello, spiega: «Il progetto dei consigli comunali dei ragazzi è l’espressione più alta dell’insegnamento della cittadinanza e della Costituzione perché, trasversalmente, interessa tutte le discipline e abbraccia tanti temi importanti per la crescita culturale e sociale dei ragazzi con interventi legati alla legalità, alla tolleranza, alla salvaguardia dell’ambiente».  Il convegno si è svolto a Castellana Sicula nel parco nazionale delle Madonie e c’erano Pisello, la referente del progetto Milly Fontanella, il mini sindaco Elisa Baldini e i suoi due sfidanti Arianna Baldisarutti e Manolo De Fanti, oltre a 11 i Parchi nazionali rappresentati da 70 mini sindaci. Presente anche una rappresentanza europea (quest’anno rumena). «Una esperienza», spiega la Fontanella, «che andrebbe continuata per tutto l’anno per la bontà dei contenuti. Il decennale ha avuto buoni riscontri. I sindaci dei vari comuni delle Madonie ci hanno riservato una accoglienza squisita. Si è discusso di educazione alla legalità, di problemi ambientali e, quindi, di raccolta differenziata che loro fanno porta a porta con gli asinelli». Si è parlato anche della valorizzazione del territorio e dei prodotti locali quali risorsa per il futuro delle nuove generazioni e sono state fatte visite culturali e paesaggistiche, come quella al Palazzo dei Normanni sede dell’assemblea regionale.  E i ragazzi? Soddisfatti ed entusiasti. «L’esperienza», racconta il mini sindaco Elisa Baldini, «è stata splendida. Abbiamo conosciuto e familiarizzato con molti ragazzi di diverse regioni italiane. Abbiamo fatto conferenze e incontri per discutere dei problemi e delle difficlotà dei parchi. Sono state confrontate le varie proposte per sensibilizzare i ragazzi al rispetto della natura». Arianna Baldisarutti e Manolo De Fanti concordano e mettono in evidenza la differenza fra i paesi e le città.

Festa dei bambini che andranno alle elementari

dal Corriere delle Alpi del 27 maggio 2010  

Presentazione dei bambini che passano alla scuola primaria, premiazioni dei volontari accompagnatori sui pulmini e un rinfresco nella festa di fine anno alla scuola dell’infanzia di Forno di Zoldo.  Alla manifestazione erano presenti i sindaci della valle Fausta De Feo (con il vice sindaco Maurizio De Pellegrin) e Roberto Molin Pradel e di Zoppè di Cadore Renzo Bortolot.  Fausta De Feo ha ringraziato per l’invito alla festa, elogiando i bambini che hanno iniziato la loro carriera scolastica e ringraziando i nonni i nonni e le nonne per la loro preziosa opera di accompagnatori sui pulmini.  Renzo Bortolot si è associato a quanto detto dal sindaco De Feo e, da genitore, ha parlato anche di anno importante per il figlio Raffaele.  Roberto Molin Pradel si è detto d’accordo con quanto affermato dai colleghi ed ha messo, anche, in evidenza l’importanza della scuola per il territorio. La festa è iniziata alle 11 con la regia della docente Carmela De Nale (coadiuvata da Calogero Danna) che ha tratteggiato i vari momenti. Con il primo sono stati distribuiti, a cura del dirigente scolastico Massimo Pisello, i diplomi agli undici bambini (Nicolò Arnoldo, Giulia Soramaè, Giuseppe Cona, Selene Cason, Alex Piva, Indira Toscani, Denis Monego, Aurora Piva, Lorenzo Dorigo, Davide Campo Bagatin, Enrico Meneghetti) che, con il prossimo anno scolastico, passeranno nei plessi scolastici di Forno centro, Pieve di Zoldo, Fusine e di Zoppè di Cadore. Poi si è avuto il benvenuto, da parte dei bambini, con una canzone di benvenuto e con una serie di pensierini individuali, molto piacevoli e spontanei.  Poi sono stati premiati i volontari (in prevalenza nonni e nonne) accompagnatori sui pulmini. Per Zoldo Alto Ines Monego, Oscar Martini, Mario Zardus, Tania Cappeller e Moira Arnoldo. Per Forno di Zoldo, Susy Panciera, Luciana Panciera, Irma Pontil, Flavio Brustolon e Silvio Busato. Un grazie anche agli autisti di Forno di Zoldo (Lucio Vannini, Giovanni Santin e Ivan Pra Mio) e di Zoldo Alto (Nicola Casagrande e Martino Dal Mas). E infine il rinfresco preparato dalle mamme e con il contributo di Marco Martini.

 

presentazione ufficiale nell'aula consiliare

Elisa Baldini nominata nuovo «mini-sindaco»

dal Corriere delle Alpi del 13 maggio 2010  

 «Al cospetto di tutti i presenti prometto di svolgere il mio compito con onestà e serietà. Cercherò di ascoltare tutti e di collaborare per realizzare i nostri obiettivi». E’ quanto ha esclamato il quinto mini-sindaco dell’Istituto comprensivo di Zoldo fra gli applausi di tutta la sala.  La cerimonia di “investitura” è iniziata alle 10.30 presenti autorità, i consiglieri del mini-sindaco e qualche genitore. Il sindaco di Forno di Zoldo, Fausta De Feo, ha fatto gli onori di casa. Dopo un caldo saluto ai presenti ha aiutato il mini-sindaco ad indossare la fascia tricolore e si è subito congratulata con il collega (in rosa).  Quest’anno, in occasione del 150º anniversario dell’unità d’Italia, il Comune si affiancherà alla scuola per un programma di festeggiamenti anche perchè un garibaldino era zoldano. De Feo ha elogiato l’importanza dell’iniziativa del mini-sindaco che ha visto, in competizione, tre candidati con programmi molto validi. Più di una proposta verrà presa in considerazione per un lavoro comune. In primis la raccolta differenziata che a Forno di Zoldo è scesa dal 38% al 31%.  Il testimone è passato al presidente della commissione elettorale Cheyenne De Fanti che ha letto il verbale della seduta delle elezioni e il risultato dello scrutinio che ha visto la vittoria di Elisa Baldini della prima B (47 voti su 112) su Manolo De Fanti (35 voti) ed Arianna Baldisarutti (28 voti), suoi degni sfidanti.  La parola, a questo punto, al minisindaco. «Ringrazio», ha esordito, «tutti coloro che hanno avuto fiducia in me e che mi hanno eletta. Sono molto onorata». Dopo avere pronunciato la promessa solenne, si è passati alll’illustrazione del programma. «Ho raccolto», ha posto in rilievo Baldini, «alcune delle idee più interessanti dei miei compagni con particolare riguardo all’ambiente. Quindi sport, ragazzi, scuola e altro. Per quanto riguarda gli assessori mi riservo di farlo al ritorno dal viaggio in Sicilia che si terrà dal 17 al 22 maggio. Quest’anno si festeggia una data molto importante, il decennale di questo bellissimo progetto. Come segretarie, per quest’anno, ho scelto Kim Cordella e Selene Costantin».  Alla fine, è stata fatto l’appello di tutti i consiglieri. Da evidenziare la grande serietà di tutti i ragazzi. Saranno gli amministratori del futuro? Ad ogni modo il progetto ha una valenza educativa non indifferente.

 

Elisa Baldini eletta quinto mini sindaco

dal Corriere delle Alpi  del  04 maggio 2010  

Elisa Baldini, della prima B, è il nuovo mini-sindaco dell’Istituto comprensivo di Zoldo. Elisa ha ottenuto 47 voti sui 112 votanti (41,8%), Manolo De Fanti 35 (31,25%) e Arianna Baldisarutti 28 (25%). Due i voti nulli. E’ stata una bella lotta. Fino a un terzo dello scrutinio i voti erano pari.  Elisa ha preso il volo nella seconda parte dello spoglio, salutata poi dagli applausi quando ha vinto.  «Sono contenta e felice di essere il quinto minisindaco dell’Ic di Zoldo. A dire il vero non me lo aspettavo, anche se i miei compagni erano convinti del successo. Faccio i complimenti ai miei due “avversari” per la calda e leale campagna elettorale che abbiamo portato avanti. Uno dei due sarà un assessore della mia nuova giunta. Come impegno molto importante, a breve scadenza, la spedizione in Sicilia dal 17 al 22 maggio per il decimo convegno nazionale dei mini-sindaci dei parchi d’Italia. Intanto formerò la giunta e darò i vari incarichi per procedere agli impegni del programma ricco di belle idee: ambiente, sport, scuola, giovani».  Manolo ed Arianna hanno accettato, in modo cavalleresco, la sconfitta.  In precedenza erano stati eletti i consiglieri nei plessi della primaria (quarte e quinte elementari) e nella scuola media: Andrea Allegra Nobile, Milo De Rocco, Dora Campo Bagatin (Forno centro); Silvano Sommariva, Omar De Fanti, Miro Vallazza, Simone Mazzucco (Pieve); Federico Dal mas, Andrea D’Isep, Isacco Costa, Mirko Marcovecchio (Fusine); Marco Simonetti (Zoppè); Arianna Baldisarutti, Manolo De Fanti, Perla Pra Monego, Gugliermo Soccol (classe 1ª A); Elisa Baldini, Arianna Cini, Ovidiu Culic, Maura Vallazza (classe 1ª B); Silvia Del Longo, Giovanni Bez, Francesco Bortolot, Vanessa Campo Bagatin (classe 2ª A).  «Nonostante le difficoltà che presenta l’organizzazione di questo progetto - dice Milly Fontanella - riteniamo che esso abbia un grande valore educativo e l’impegno dimostrato dai ragazzi ne è la conferma». - M A

 

Tre classi brasiliane «a lezione» al Comprensivo

dal Corriere delle Alpi del 14 marzo 2010

Tre classi di adulti impegnate da settembre, una lezione a settimana per tutto il 2010 e alla gli esami di vario livello. Con una particolarità: gli insegnanti fanno lezione all’istituto comprensivo di Zoldo, gli studenti le seguono dall’altra parte del pianeta, nelle comunità brasiliane di Sideropolis e Celsoramos, collegate in videoconferenza.  Il bilancio dell’innovativo corso di italiano a distanza è stato tracciato dal nuovo direttivo dell’associazione Amici di Rio Jordao.  Arcangelo Panciera, di Pralongo, è stato infatti designato quale nuovo presidente, vice presidente è stato scelto Italo Pra, segretario Beniamino De Pellegrin. I consiglieri sono invece Italo Coletti e Renato Scarzanella e i revisori dei conti Milly Fontanella e Stefano Panciera. Durante l’assemblea un ringraziamento è andato al presidente uscente Egidio Cordella e a Mercedes Carocari, che rimarranno a far parte attiva dell’associazione.  Dopo l’insediamento del consiglio direttivo si è parlato subito dei gemellati di Sideropolis e delle iniziative in itinere. «In primo luogo», sottolinea il neo presidente Arcangelo Panciera, «si è discusso del corso di lingua italiana in via telematica con le due comunità di Sideropolis e Celsoramos. Il corso è condotto in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Zoldo che ha messo a disposizione la sala e vari docenti e andrà avanti per tutto il 2010 vacanze escluse. Sono previsti esami di vario livello e a chi supererà gli esami verrà consegnato un diploma tramite l’Università di Siena».  Ma tra i progetti in cantiere, dice Panciera, ce n’è anche uno che parte dal Brasile: «E’ quello che viene promosso dall’Università di Crisciuma, denominato “Arte e intarsio”. Dovrebbe essere condotto dal nostro artista di Fornesighe Bruno De Pellegrin. Durante il mio recente viaggio in Brasile ho riscontrato grande interesse in questa direzione».  «Nel mese di soggiorno che ho trascorso insieme con Carlo Dal Mas ed Eugenio Piva e moglie», sottolinea Arcangelo Panciera, «ho potuto constatare come i rapporti tra le due comunità si facciano sempre più saldi nonostante la scomparsa di personaggi carismatici e fondatori come Luigino De Fanti di Zoldo e di padre Herval Fontanella e Carlos Scussel di Rio Jordao. Poi abbiamo effettuato diverse visite ed abbiamo potuto verificare che gli aiuti destinati all’Istituto per disabili sono andati a buon fine».  «Le adozioni a distanza», ricorda infatti il neo presidente, «rappresentano uno degli intenti primari dell’associazione, nata proprio per questo scopo. Sono sette, attualmente, le famiglie destinatarie. Abbiamo incontrato i bambini “adottati” che ci hanno accolti con entusiasmo. Il comitato ha fatto un buon lavoro»

Meeting di fondo e solidarietà

dal Corriere delle Alpi del 12 marzo 2010

 Secondo fine settimana di solidarietà per le persone con sindrome down. Dopo la partecipazione a “Cioccolando Dolomiti” tenutosi ad Auronzo la settimana scorsa e organizzato da Mirco Della Vecchia, l’Aipd di Belluno (associazione italiana persone down) sarà presente, da oggi fino a sabato, al terzo “Meeting fondo e solidarietà, di sci di fondo per persone con sindrome di down”. La manifestazione, organizzata dalla associazione dilettantistica “Sci fondo Val Zoldana” si snoderà nella pista di sci di fondo “Pompeo Fattor” di Palafavera, con la partecipazione anche di giovani con sindrome di down di altre province venete oltreché degli alunni delle scuole della Valle di Zoldo. Grande la soddisfazione dell’Aipd bellunese per aver avuto la possibilità di creare occasioni di socialità e incontro per le persone con sindrome di down e di far conoscere le attività che l’associazione supporta


Ragazzi Down sulla neve

  ZOLDO ALTO. Torna venerdì e sabato la manifestazione di solidarietà con i ragazzi Down dei distretti di Belluno-Feltre e di Treviso-Venezia. L’organizzazione è a cura dell’As Fondo Val di Zoldo, con la partecipazione dei ragazzi dell’istituto comprensivo di Zoldo e la collaborazione dello Sci club Valzoldana, della società Seggiovie Valzoldana, di alcune ditte della valle. Non mancherà la generosità di molte persone. «Daremo», dice il presidente dell’As Fondo Val di Zoldo, Arcangelo Panciera, «la possibilità ai ragazzi Down (tre sono di Zoldo) di praticare lo sci nordico, di fare passeggiate con le “caspe” ed evoluzioni con gli slittini, sempre accompagnati ed assistiti dai ragazzi dello Sci club e dagli alunni delle medie. Le due giornate saranno ricche di visite culturali. E’ prevista, in modo particolare, la visita al museo etnografico di Goima di Zoldo Alto. Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare la gente ai problemi dei portatori di handicap».

 

Zoldo, sono 214 gli alunni iscritti al prossimo anno

da Corriere delle Alpi del 06 marzo 2010  

 Sono complessivamente 214 i bambini che il prossimo anno frequenteranno le scuole dell’istituto comprensivo zoldano. I numeri delle varie classi, chiuso il termine per le iscrizioni, sono all’incirca corrispondenti a quelli dell’anno scorso ma il dirigente scolastico Massimo Pisello non vede roseo il futuro e incrocia le dita, augurandosi che le situazioni rimangano come prospettate e che non ci siano stravolgimenti o accorpamenti. Venendo ai numeri, nella scuola dell’infanzia i bambini iscritti sono 35, per due classi.  La scuola primaria di primo grado, complessivamente, registra 102 alunni. A Forno centro sono 27 e la prima è composta di 5 alunni; a Pieve di Zoldo gli alunni sono complessivamente 50, con 11 in prima; a Fusine di Zoldo Alto sono 20 gli scolari con 5 in prima; a Zoppè di Cadore sono 5 gli scolari, con nessuna iscrizione in prima classe.  Nella scuola secondaria di primo grado gli alunni sono 77: nella prima A, a tempo prolungato, ci sono 16 alunni iscritti; nella prima B, a tempo normale, gli iscritti risultano 11; in seconda A, a tempo prolungato, sono 17; in seconda B, a tempo normale, sono 12; nella terza B, a tempo prolungato, sono 21.  Intanto i ragazzi della scuola primaria e dell’infanzia hanno svolto una settimana bianca nell’ambito dell’attività motoria come prevista dal Pof (piano di offerta formativa). I ragazzi delle elementari si sono divisi: metà hanno seguito lo sci alpino al Pian del Crep, gli altri lo sci nordico a Campo.  I bambini della scuola dell’infanzia hanno invece seguito tutti lo sci nordico a campo. Molto soddisfatto il dirigente scolastico Pisello, che ha spedito una lettera di ringraziamento a quanti hanno permesso la buona riuscita dei corsi: i sindaci di Forno di Zoldo, di Zoldo Alto e di Zoppè di Cadore, il presidente della società Seggiovie Valzoldana, il noleggio sci Civetta di Sergio Balestra, la Scuola italiana sci Civetta e lo Sci Club Valzoldana.  «L’inziativa», dice il preside Pisello, «ha riscosso notevole gradimento da parte di tutte le famiglie».

Psicopedagogista per combattere il disagio scolastico

da Corriere delle Alpi del 25 febbraio 2010  

Uno psicopedagogista a disposizione di alunni, genitori e docenti all’Istituto comprensivo di scuola dell’infanzia e primo ciclo d’istruzione. E questo per arginare il fenomeno del disagio che sempre di più si insinua tra i banchi di scuola mettendo in difficoltà non solo gli studenti, ma anche le famiglie e con loro anche la stessa scuola.  «Come ormai accade da diverso tempo», scrivono i ragazzi su “Zoldo Scuola news”, «anche quest’anno il nostro istituto ha inserito nel Pof (piano di offerta formativa) il progetto “Prevenzione del disagio scolastico”, rivolto principalmente a tutti gli alunni che presentano difficoltà nell’apprendimento o nella relazione».  Indispensabile a questo scopo è l’attività svolta ad oggi dal dottor Dal Borgo (80 le ore d’intervento a disposizione quest’anno), il quale, con la sua esperienza e professionalità, offre un valido supporto agli utenti della scuola: alunni in primo luogo, ma anche docenti e genitori quando hanno bisogno di spunti e strategie utili alla crescita educativa e formativa dei ragazzi.  Fra ottobre e febbraio ha effettuato numerose giornate d’intervento. Dirigente e docenti credono in questo servizio, «perchè il potere fare affidamento sulla figura di uno psicopedagogista, è sicuramente una grossa opportunità per tutti quegli studenti che si trovano in una situazione di disagio scolastico ed anche un’occasione di crescita professionale per i docenti che devono far fronte a realtà non sempre facili da gestire», si legge sempre sul sito della scuola.  Interviene il dirigente scolastico Massimo Pisello. «Il monte ore di Dal Borgo», dice il professor Pisello, «è quasi finito. Tireremo le conclusioni e vediamo il da farsi. Però, posso ben affermare che abbiamo potuto constatare i benefici delle attività proposte e gli interventi effettuati. Il progetto “Prevenzione del disagio scolastico “ sarà nuovamente inserito».

Le elementari si trasferiranno a settembre

da Corriere delle Alpi del 16 febbraio 2010  

Gli alunni delle elementari saranno trasferiti nelle nuove aule ricavate nel complesso della scuola media all’inizio del prossimo anno scolastico. Negli spazi così liberati, potrà trovare sede la biblioteca, ma si parla anche di crearvi un centro informazioni del Parco nazionale Dolomiti bellunesi, di allestirvi una sala per mostre e una sede per il Museo del gelato.  «Siamo arrivati alla conclusione», spiega il preside Massimo Pisello, dopo che il passaggio è stato discusso con l’amministrazione comunale e con le famiglie, «di non affrettare il trasferimento, che potrebbe rivelarsi traumatico per i ragazzi. Anche perché, in primavera, verranno ultimati i lavori per la sistemazione dell’area circostante all’edificio e saranno mesis a norma gli spazi utilizzati dai ragazzi. Nel frattempo è stata resa operativa la nuova sala riunioni e realizzata la palestra».  Per quanto riguarda la scuola primaria di Fusine, l’amministrazione comunale di Zoldo Alto ha deciso di destinare un contributo di 175mila euro per la sistemazione dell’edificio che ospita i giovani alunni.  Computer per tutte le scuole. La Cm Cadore Longaronese Zoldo, con il contributo della Regione e dei Comuni, ha avviato il progetto “Cives sapiens sapiens”, che prevede l’installazione di nuovi computer nelle aule informatiche degli istituti comprensivi di Longarone e Forno di Zoldo: 3 computer alla scuola elementare di Zoppè di Cadore; 7 a quella di Fusine e 15 alla scuola media di Forno di Zoldo, oltre ai 5 per le elementari di Castellavazzo, ai 12 per le elementari e i 18 per le medie di Longarone).  «Le aule multimediali», conclude Massimo Pisello, «saranno utilizzate, oltre che dagli alunni, anche per l’organizzazione di corsi per i cittadini, in modo da aumentare la conoscenza e l’utilizzo del computer e di internet nelle famiglie».

Si trasferisce la scuola primaria di Forno

da Corriere delle Alpi del 23 gennaio 2010  

La scuola elementare diventa la Casa delle associazioni. Nuova destinazione d’uso in vista per il fabbricato in Borgo Sant’Antonio, a Forno, non appena gli alunni della scuola saranno trasferiti nei locali della scuola media Dante Alighieri che si trova sull’altro lato della strada.  La decisione di destinare la scuola al volontariato del paese è stata raggiunta dall’amministrazione comunale e dai rappresentanti delle stesse associazioni nella riunione svolta martedì nella sala consiliare del municipio. Il trasferimento avverrà nel giro di qualche mese, il tempo necessario a completare lo spostamento degli scolari.  Nella riunione, alla quale erano presenti praticamente tutte le associazioni che hanno sede a Forno di Zoldo, è stata condivisa l’opportunità di una nuova destinazione del fabbricato, vista anche l’esigenza dei vari sodalizi di avere a disposizione degli spazi comuni per le riunioni e le diverse attività organizzate.  «Sono soddisfatta dell’esito della riunione, che ha visto un’ampia partecipazione dei volontari e dalla quale sono uscite valide proposte per l’utilizzazione dei locali della scuola elementare. Sono convinta», continua il sindaco Fausta De Feo, «che dalla condivisione degli spazi possa emergere un nuovo entusiasmo per le iniziative ed una maggiore intesa nelle collaborazioni».  Il comune, dopo aver incontrato nuovamente le associazioni, procederà alla definizione di un progetto per la richiesta di finanziamenti esterni, necessari all’adeguamento dei locali, anche in base alle esigenze delle singole associazioni ed alla migliore gestione degli spazi comuni. L’ipotesi infatti è quella di creare nel fabbricato un “collettore” per le associazioni che hanno sede a Forno di Zoldo e destinare altri spazi alla cultura ed alla promozione del territorio, coinvolgendo anche le nuove generazioni. Nella scuola potrebbe inoltre trovare nuovi e più ampi spazi la biblioteca comunale che sarebbe cosi molto più vicina all’istituto comprensivo di Forno. Una soluzione vista di buon occhio e che renderebbe la friuzione dei libri più agevole per chi frequenta la scuola.  L’associazionismo, come peraltro le istituzioni locali, è chiamato ad accentrare le proprie risorse ed ottimizzare gli spazi, nell’ottica di continuare con nuovo vigore a mantenere vitalità e servizi nel territorio.

 

 

Computer per tutte le scuole

da Corriere delle Alpi del 31 dicembre 2009  

 LONGARONE. Nuove attrezzature informatiche per le scuole di Longaronese e Zoldo. Con l’acquisto e l’installazione di 60 personal computer si sta completando il progetto “Cives Sapiens Sapiens” con il quale la Cm Cadore Longaronese Zoldano ha dotato di materiale elettronico i plessi.  Il progetto è stato finanziato per l’80% dalla Regione per l’istituzione in Cm della “Gestione Associata delle aule informatiche di proprietà comunale”, che sarà incaricata della gestione e manutenzione delle dotazioni informatiche. La parte rimanente è a carico delle amministrazioni. I comuni che aderiscono al progetto, hanno destinato negli anni passati una o più aule all’insegnamento dell’informatica di base, corredandole di postazioni di lavoro nuove o frutto di dismissioni di enti terzi. La maggior parte dei pc monta però sistemi operativi oramai obsoleti e presenta caratteristiche tecnologiche oramai superate.  «I risultati che ci poniamo con questo intervento» - commenta la vice presidente della Cm Lucia Colussi «sono, oltre alla fornitura di nuove postazioni di lavoro per i ragazzi, la creazione di aule informatiche cablate dove non erano presenti, con la speranza che le stesse siano usate anche per l’attivazione di corsi per i cittadini. Tutto ciò nell’ottica di una maggiore diffusione della conoscenza del pc verso l’eliminazione del digital divide».  «Due sono i fattori che determinano il digital divide», spiega il referente del progetto della Cm, Tommaso D’Incà Levis «l’assenza di infrastrutture (inadeguatezza della dotazione hardware o mancanza della connettività a banda a larga) e l’analfabetismo informatico degli utenti. Il progetto che abbiamo realizzato, prevede la dotazione delle infrastrutture nell’auspicio di una futura eliminazione dell’analfabetismo informatico. Rimane la necessità per le nostre aree, di una maggiore diffusione di internet ad alta velocità».  Secondo i dati statici c’è ancora arretratezza nella diffusione della banda larga, infatti solo il 39% dei nuclei familiari con componenti tra i 16 e i 64 anni possiede una connessione a banda larga. Un dato che ci colloca in assoluto agli ultimi posti in Europa: quartultimi, davanti alla Grecia, Bulgaria e Romania. Inoltre solo il 53% dei nuclei familiari ha accesso ad Internet contro una media Ue del 65%.  I pc verranno installati presso le aule informatiche degli istituti comprensivi di Longarone e Forno di Zoldo secondo modalità concordate con le amministrazioni comunali e con i dirigenti scolastici nei primi giorni del 2010.  La fornitura prevede l’installazione di 3 pc presso la scuola elementare di Zoppè di Cadore, 7 presso quella di Fusine di Zoldo Alto e 15 presso le scuole medie di Forno di Zoldo. Altri 5 computer verranno acquistati per le elementari di Castellavazzo, mentre a Longarone 12 saranno montati presso le scuole elementari e 18 presso le scuole medie.

 

 

Zoldo Alto, 175 mila euro per le scuole elementari di Fusine

da il Corriere delle Alpi del 10 dicembre 2009  

Minori fondi dallo stato, ma un recupero sul rimborso dell’Ici. Il sindaco di Zoldo Alto Roberto Molin Pradel ha assestato il bilancio in base alla risorse.  «Sull’Ici c’è stata una variazione positiva - commenta il sindaco - dopo gli accertamenti, abbiamo recuperato maggiori introiti sull’Ici delle seconde case e di persone che non avevano pagato».  In base a questi conti, «sono state destinate varie cifre a diverse associazioni volontaristiche: ............. Quindi un contributo di 175 mila euro per la sistemazione delle scuole elementari di Fusine. .......

 

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Scrittura ladina, incontro a Dont

da il Corriere delle Alpi del 08 dicembre 2009  

 «Al ladino non è negata nessuna esperienza letteraria». Lo ha detto il direttore dell’Istituto Ladin de la Dolomites, Ernesto Majoni, al primo incontro di informazione e formazione per l’uso della scrittura in ladino.  L’appuntamento, che si è tenuto al cinema Dont, era organizzato nell’occasione della presentazione del manuale di avviamento all’uso della grafia ladina “Scrivere in ladino”.  Discreta la presenza di pubblico alla presentazione, con in prima fila il dirigente scolastico Massimo Pisello, i sindaci della valle, Fausta De Feo di Forno di Zoldo, Roberto Molin Pradel di Zoldo Alto e Renzo Bortolot di Zoppè di Cadore.  Il docente dell’Istituto comprensivo di Zoldo Corrado De Rocco ha fatto gli onori di casa mettendo in risalto l’importanza del manuale, che permette di semplificare il modo di scrivere in ladino. Il testimone è passato ad Ernesto Majoni che ha illustrato tutto l’iter che ha portato, grazie ad una schiera di esperti, a proporre una grafia unificata per le varietà parlate dalle comunità dei ladini storici delle Dolomiti bellunesi.  «Lo scopo», ha puntualizzato Majoni, «è quello di non rendere il ladino un fatto museale ma una lingua viva e per fare questo bisogna avere una grafia la più possibile univoca, che sia semplice per leggere il ladino. La grafia unificata è necessaria per non avere una babele di segni. Per acquistare però scioltezza nella scrittura bisogna scrivere sempre di più, bisogna che venga usata nelle comunicazioni ufficiali, nella stampa e nella scuola. E’ indispensabile che entri in famiglia e che abbia piena cittadinanza nelle scuole, affinché i nostri alunni, dopo l’esperienza scolastica, possano avere modo di utilizzarla nelle attività di studio e ricerca sulla cultura locale».  Come si è arrivato alla compilazione del manuale? «Il gruppo di esperti», ha spiegato Majoni, «si è trovato di fronte a 18 varianti di grafie ed ha scelto quelle più frequenti. Il manuale tiene conto della necessità di utilizzare solo i caratteri presenti sulla tastiera standard del computer, evitando al massimo simboli particolari ed eventuali segni diacritici».  «Sarà compito degli insegnanti», ha sottolineato inoltre Majoni, «segnalare le convenzioni grafiche e dar dimostrazione della realizzazione concreta da un punto di vista fonetico».

 

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La scuola va in aiuto di Pizzoli consegnati i fondi ai terremotati

da il Corriere delle Alpi del 22 novembre

Il vicesindaco di Forno di Zoldo Maurizio De Pellegrin e il dirigente dell’istituto comprensivo Massimo Pisello sono stati in Abruzzo per la consegna delle sottoscrizioni a favore delle scuole di Pizzoli (L’Aquila) che hanno subito notevoli danni a causa del terremoto. Con loro c’era il docente Corrado De Rocco, in rappresentanza anche del volontariato di Zoldo.  «La scelta è caduta sulle scuole di Pizzoli», dice Pisello, «perché partecipano anche loro, come noi, al progetto dei minisindaci dei parchi nazionali italiani. L’istituto comprensivo di Pizzoli fa parte del Parco nazionale del Gran Sasso e nel corso di vari convegni abbiamo sempre incontrato una loro delegazione. Per questo, dopo il terremoto, ci siamo messi subito in contatto ed abbiamo seguito le loro dolorose vicende. Abbiamo saputo dei danni subiti, delle carenze di arredo e di materiale scolastico e ci siamo attivati a portare avanti una sottoscrizione per venire incontro alle loro necessità».  La delegazione zoldana è stata ricevuta a Pizzoli dal sindaco Giovannino Anastasio, dal vice sindaco Angela D’Andrea e dall’assessore Gabriella Sette.  «Il nostro aiuto», dice Pisello, «servirà per l’acquisto dell’arredo e degli strumenti musicali per l’aula di musica e per l’organizzazione di corsi per i ragazzi. Siamo d’accordo di rimanere in contatto per poterli aiutare ancora. Ed è stato un incontro importante, perché con Pizzoli c’è una certa affinità». - Mario Agostini

Dopo nove mesi riapre la palestra delle scuole

dal Corriere delle Alpi del 12 novembre 2009  

 Grazie ad un contributo regionale e all’impegno finanziario del Comune, riaprirà la settimana prossima la palestra della scuola media di Forno di Zoldo il cui tetto era ceduto, l’inverno scorso, a causa delle forti nevicate. Intanto, sono iniziati anche i lavori sulla copertura del palaghiaccio dopo il cedimento avvenuto nel marzo scorso.  

La palestra. Il 28 gennaio scorso per le abbondanti nevicate, il tetto della palestra era ceduto.  Un danno economico e sociale visto che era l’unica struttura coperta a servizio delle scuole di Forno oltre che punto di riferimento per le attività sportive extrascolastiche a livello comprensoriale di valle.  Il contributo regionale di 100.000 euro ha coperto meno della metà dei costi dell’intervento, mentre la parte restante è stata messa dal Comune. «L’intervento era di prioritaria importanza», dice il sindaco Fausta De Feo, «e l’amministrazione ha ritenuto di dover intervenire immediatamente per rendere fruibile una struttura importantissima per tutto il territorio.  Dalla settimana prossima la palestra sarà fruibile per le scuole e poi anche per le associazioni.  

Un altro cantiere. Il cantiere a scuola, però, continua. «Non sono ancora ultimati», afferma il preside Pisello, «i lavori per sistemare le aule che dovranno ospitare le classi elementari del plesso di Forno centro».  Il trasloco potrebbe avvenire, anche se ancora nulla è stato definito, durante le feste natalizie.  

Palaghiaccio. Sono iniziati anche i lavori per lo smontaggio completo del tetto del palaghiaccio. La ditta appaltatrice, la Deon di Belluno (per 187mila euro) ha iniziato i lavori nella parte nord del tetto a cui seguirà quella sud. Poi procederà con lo smontaggio del tavolato e dell’orditura secondaria. Rimangono le capriate che verranno smontate servendosi delle gru.  L’intervento dovrebbe terminare fra la fine di novembre e la prima settimana di dicembre. I lavori si sono resi necessari dopo i due crolli parziali del tetto verificatisi il 6 e il 13 marzo scorso.  Una volta eseguita l’opera, il palaghiaccio resterà in attesa di tempi migliori, anche se un mese fa, nel corso di una riuione del Patto Territoriale Dolomiti, il comune ha presentato un progetto per il recupero funzionale dello stadio del ghiaccio, con la trasformazione in palazzetto polivalente che prevede la copertura dello stadio e la chiusura delle aperture laterali.  Per poter fare questo e riportare in auge la struttura, l’amministrazione spera nell’arrivo dei contributi regionali.

Al via la demolizione del tetto dello stadio
Era stato distrutto dalle pesanti nevicate

da "Il Gazzettino" dell' 8 novembre 2009

Sono iniziati a Forno i lavori di demolizione del tetto dello stadio del ghiaccio, finanziati dalla Regione con 250 mila euro.
      La copertura del palaghiaccio di Soccampo era in parte crollata nello scorso inverno, in due riprese - il 6 e il 13 marzo - sotto il peso della neve, caduta abbondante nei mesi precedenti, causando gravi disagi a cittadini e turisti - principalmente legati alla chiusura della circolazione sull'adiacente provinciale 251 - e innescando forti polemiche, approdate anche di recente in consiglio comunale.
      Proprio nel corso dell'ultima seduta dell'assemblea elettiva municipale, la maggioranza per bocca dell'ex assessore Pierluigi Arnoldo e poi del sindaco Fausta De Feo aveva infatti dichiarato, in sede di verifica dell'attività programmata, che «tenuto conto di tutto, dall'ultima stagione invernale siamo usciti bene». Un'affermazione che aveva fatto sobbalzare più d'uno sulla sedia: in particolare il consigliere di minoranza Giuseppe Lazzaris l'aveva contestata, richiamando proprio il clamoroso crollo del tetto dello stadio e di quello, quasi contemporaneo, della palestra.
      Una contestazione respinta però dalla giunta.
      Ora finalmente si lavora. Con l'obiettivo minimo di smontare il tetto e prevenire il ripresentarsi di situazioni di emergenza analoghe allo scorso inverno. Ma, previsioni meteo alla mano, potrebbe trattarsi di una corsa contro il tempo: arriverà prima la neve vera o la fine dei lavori?

Incontri per i genitori

da "Il Gazzettino" del 18 Ottobre 2009

Ultimi giorni utili per iscriversi al corso del Ce.I.S. Su "Adolescenza: figli e genitori fra risorse e fragilità - percorso formativo per genitori ed educatori", con la partecipazione di psicologi, psicoterapeuti e pedagogisti e aperto a tutti gli interessati.
      Il corso si tiene a Forno in sala consiliare dalle 20.30 alle 22.30 ed è articolato in 4 serate, la prima delle quali è prevista per giovedì 22 ottobre; le successive il 29 ottobre, il 5 e il 19 novembre.

L’iscrizione all’iniziativa è gratuita, ma necessaria: per informazioni e iscrizioni ci si può rivolgere al numero 0437/950895.

In piscina a Longarone

dal "Corriere delle Alpi" del 13 ottobre 2009  

Sono iniziati ieri in piscina a Longarone i corsi di nuoto per l’Istituto comprensivo di Zoldo, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado passando per la primaria. «E’ una bella iniziativa», dice soddisfatto il preside Massimo Pisello, «che rientra nel Pof, piano dell’offerta formativa. I corsi sono stati voluti dalle amministrazioni comunali e dai genitori e, naturalmente, sono stati accolti con soddisfazione dalla scuola, anche in considerazione della recente ristrutturazione della piscina di Longarone». I ragazzi saranno accompagnati dai docenti in servizio e da qualche genitore per quanto riguarda i bambini dell’infanzia. Il trasporto sarà effettuato con gli scuolabus dei Comuni di Forno e di Zoldo Alto.

Palestra di Forno, iniziati i lavori sul tetto

dal " Corriere delle Alpi" del  20 settembre 2009  

Rifacimento del tetto della palestra e adeguamento dell’edificio scolastico: sono questi i due lavori in corso d’opera alla scuola media.  I progetti sono stati realizzati dall’ingegner Loris Efrem De Col mentre come responsabile dei lavori è stato nominato il dottore forestale Livio De Bettio, tecnico della Comunità montana e del Comune di Forno di Zoldo.  Il rifacimemnto del tetto della palestra si è reso necessario dopo il suo cedimento a causa del peso della neve dello scorso inverno. La spesa prevista è di 178.192 euro, dei quali 12 mila euro per la sicurezza.  Il secondo lavoro prevede un complesso intervento di adeguamento dell’edificio scolastico, che attualmente è utilizzato solamente dagli alunni delle scuole medie ma che che dovrà accogliere anche le cinque classi delle vicine elementari.  L’accorpamento era stato discusso con il dirigente scolastico, con i genitori e con l’amministrazione comunale nello scorso mese di febbraio. Questo intervento prevede una spesa di 149.626 euro, dei quali 4500 euro destinati ad oneri per la sicurezza. I lavori dovrebbero concludersi a fine ottobre.  Per illustrare tutto l’iter dei lavori interviene il dirigente scolastico Massimo Pisello.  «Con i lavori di adeguamento», spiega Pisello, «l’edificio verrà destinato in parte alla scuola primaria e in parte alle scuole medie e gli uffici di segreteria e di presidenza. Le cinque classi delle elementari troveranno sistemazione nella sala ex-musica e nel piano sottostrada. Le medie, invece, andranno al piano terra e al primo piano. Al piano terra ci saranno inoltre gli uffici di segreteria e la presidenza. L’aula magna troverà posto al piano seminterrato, al posto dell’appartamento del custode e di parte degli spogliatoi. Verrà utilizzata contemporaneamente dai due ordini di scuole. Nell’ex aula di musica, quindi, verranno realizzate due aule per la scuola primaria. Una terza classe elementare troverà posto nell’aula di informatica al piano superiore sottostrada; nell’aula video andrà la quarta classe; la quinta classe andrà nel laboratorio di artistica e mensa. Per le medie restano inalterate le tre classi del piano terra come pure il laboratorio di informatica e gli uffici. Restano inalterate anche le due classi del primo piano. Alla fine rimarranno libere due classi: una sarà utilizzata come aula video e di tecnica; l’altra come laboratorio scientifico e musicale a disposizione dei due ordini di scuola».  «Dopo l’intervento», pone in risalto il dirigente dell’istituto Massimo Pisello, «ci saranno meno spazi, sia per la primaria che per le medie, per attività formative. Ci sarà quindi bisogno di una riorganizzazione generale delle attività nelle classi di appartenenza. Certamente non sono contrario all’accorpamento in un unico edificio dei due ordini di scuola. L’auspicio, però, è che l’edificio dismesso possa essere utilizzato fondamentalmente per promuovere la valle e le bellezze artistiche e paesaggistiche e servizi per la comunità (biblioteca, centro visitatori del parco, mostre). Potrà offrire anche spazi per le associazioni volontaristiche e culturali per la comunità e non ultimo spazi culturali per i giovani».  Il sindaco Fausta De Feo fin da febbraio ha seguito l’iter con attenzione. Aveva partecipato all’incontro con il dirigente scolastico e con i genitori, ai quali aveva illustrato il progetto e i vantaggi dell’operazione.  «Abbiamo operato questa scelta», dice il primo cittadino, «per ottimizzare gli spazi qualficando l’edificio della media e creando anche zone di accoglienza. Come afferma il dirigente scolastico, pensiamo di utilizzare la struttura delle ex-elementari come centro di servizi culturali».

 

Sdoppiata la prima classe della media

da Corriere delle Alpi del 10 settembre 2009  

 FORNO. Lunedì 14 la campana suonerà per 220 ragazzi all’Istituto comprensivo. Soddisfazione per la felice conclusione dello sdoppiamento della classe prima della scuola media. La question aveva creato tanta preoccupazione nelle famiglie dei ragazzi, nel dirigente scolastico Massimo Pisello, ei docenti e nel sindaco Fausta De Feo che ha appoggiato le istanze della scuola per arrivare ad una felice conclusione. Era impossibile sistemare in una classe 29 ragazzi. «Fortunatamente», fa rilevare Pisello, «la classe di 29 alunni viene sdoppiata dopo gli accordi con il dirigente scolastico provinciale che ha concesso alcune ore in più nelle varie discipline. Pertanto sono riuscito, modificando l’organizzazione, a far sì che le due classi operino separatamente. Una a tempo normale a 30 ore a l’altra a tempo prolungato a 36 ore. Oltre alle due prime, una seconda e due terze a tempo prolungato».  Quanto alla scuola dell’infanzia sono 38 gli iscritti suddivisi in due sezioni. Scuola primaria: nel plesso di Pieve di Zoldo 51 sono gli scolari iscritti (12 in prima, 11 in seconda); la terza e la quarta formano una pluriclasse di 16 scolari e in quinta sono 12. A Forno capoluogo manca la prima, c’è una seconda di 6, una pluriclasse di 16 per la terza e quarta, in quinta sono 12 gli iscritti. A Fusine ci sono due pluriclassi: la prima è formata da 11 scolari (3 di prima, 2 di seconda, 6 di terza); la seconda è composta di 4 scolari (uno di quarta, 3 di quinta). A Zoppè c’è una sola pluriclasse formata da 6 alunni (3 di seconda, due di terza e uno di quinta). Mario Agostini

ANNO SCOLASTICO 2008 - 2009

da Corriere del Veneto.it del 29 agosto 2009

Per i 25 anni di precariato

Altro scatto del professor Pra MioIl professor Fabrizio Pra Mio al liceo Tiziano di Belluno nel giorno delle nomine

Il professor Fabrizio Pra Mio al liceo Tiziano di Belluno nel giorno delle nomine

BELLUNO — L’insegnante di educazione fisica si è presentato alle nomine vestito da sposa. Motivo? Festeggiare le nozze d'ar­gento con il precariato: 25 anni. Ma a 48 anni, con una moglie e due figli di 20 e 12 anni a carico, la sua condizione di supplente è diventata molto dura da accettare. E «ora cerco l'ufficio divorzio - spiega - basta con il precariato, ora voglio sposare il ruolo». Per l'occasione ha scelto un abito bianco color panna, lo strascico e un delizioso cappello merlato che riprende il pizzo delle maniche. Accompagnato da quaranta paggetti, praticamente tutti i suoi studenti della Valle Zoldana, portava in mano un grande cesto colmo di confetti d'argento.

Fabrizio Pra Mio insegna educazione fisica nel Bellunese dal 1985. Da 25 anni gira le piccole scuole della montagna senza trovare pace. Primo in graduatoria, tra i supplenti di ginnastica è il professore più esperto della provincia. In tutti gli istituti si è sempre fatto voler bene da colleghi e studenti. Ogni anno la scuola lo cerca per dargli un incarico a tempo determinato, senza mai dargli la soddisfazione di assumerlo. Quella di Pra Mio è una delle storie d'amore per la scuola che si sono consumate ieri mattina al liceo Tiziano di Belluno, dove sono iniziate le nomine alle medie e alle superiori. La fila di precari in cerca di una cattedra si esaurirà solo lunedì, e da ieri sono convocati i docenti delle medie e delle superiori che aspirano a una supplenza temporanea o annuale, fino al 30 giugno o al 31 agosto. Ieri, tra le materie all'ordine del giorno c'era anche educazione fisica. Pra Mio è ben consapevole di essere l'emblema del precariato bellunese. Nonostante il disagio di essere supplente da un quarto di secolo, l'amore per la scuola non lo ha ancora abbandonato. Si traveste in segno di protesta da almeno sei anni, da quando è diventato primo nella graduatoria «ad esaurimento», e con le sue sceneggiate riesce a suscitare il sorriso dei presenti senza perdere dignità. Quando aveva compiuto i 19 anni di precariato era diventato primo della graduatoria. «Mi ero vestito da scalatore, per simboleggiare che avevo scalato la vetta». L'anno successivo si è travestito da Eolo, il dio dei Venti, tanti quanti gli anni di precariato. «Le divinità non mi hanno aiutato, quindi ho provato da mago Merlino».L'anno scorso, con l'entrata in vigore del grembiulino, Pra Mio si è messo il camice blu di suo figlio, iscritto all'indirizzo di chimica delle superiori. Ieri, le nozze d'argento, chiedendo subito il divorzio. «Ormai mi conoscono - spiega Pra Mio ­e ogni anno mi lasciano fare una sorta di comizio. Un modo per sdrammatizzare la nostra condizione di precari, e per rivendicare il diritto a entrare di ruolo. Per una questione di meritocrazia, di dignità umana prima ancora che di natura sindacale. Ogni anno lo Stato mi dice: mi servi ma non ti voglio». Intanto la nomina è arrivata e Pra Mio si è aggiudicato due part-time alle medie: uno a Forno di Zoldo, l'altro ad Alleghe, nell'altro versante delle Dolomiti. Pochi minuti, zero discussioni, e si esauriscono le poche cattedre di educazione fisica a disposizione

Classe unica, è protesta a Forno

Notizia di Sabato 01 Agosto 2009 dal Corriere delle Alpi

 E’ allarme scuola in Val di Zoldo.

Un nutrito gruppo di genitori, preoccupati per il fatto che il prossimo anno scolastico, nonostante le richieste inoltrate, non saranno concesse due classi prime alla scuola media, si sono ritrovate davanti all’istituto giovedì pomeriggio per fare il punto sulla situazione. Le mamme della valle sono molto allarmate per la situazione in cui, presto, i loro figli potrebbero venirsi a trovare: a settembre, stando alle ultime nuove, la scuola media “Dante Alighieri” di Forno di Zoldo avrà una sola classe prima. Una prospettiva inquietante per le mamme, poiché l’unica prima sarà composta da ben 29 bambini e le aule non sono adatte a contenerli tutti assieme.

«I 29 ragazzini saranno stipati in un’aula non consona», dicono le mamme, «Non è stato nemmeno considerato il fatto che tra questi 29 scolari ve ne sono alcuni che, come in tutte le classi, presentano purtroppo alcune problematiche e che, per questo motivo, dovrebbero essere seguiti in modo adeguato. Saranno altresì presenti dei ragazzini stranieri che avranno necessità di maggiore sostegno, sia da un punto di vista didattico, che interrelazionale. Ma insomma dove sono le istituzioni?» Le mamme continuano protagoniste della protesta continuano: «Non ci sembra di chiedere nulla di straordinario. Vorremmo solo che si potessero avere due sezioni per la classe prima media, in modo che i bambini abbiano spazi sufficienti. E’ molto importante considerare il fatto che molti bambini provengono da classi piccole, di 5 o 6 alunni, e ritrovarsi così tanti, così piccini, ad affrontare il grande cambiamento che comporta la scuola media è troppo per le loro forze». Altre mamme aggiungono: «Non desideriamo nulla di straordinario. Un luogo dove i nostri figli possano imparare ed essere sicuri e siamo qui per avere delle risposte, per tutelare i nostri figli e con loro la valle, il lugo dove abitiamo e dove vogliamo crescerli. Perché non dovremmo avere due sezioni? Proprio non riusciamo a comprendere. Uno Stato che non investe nella scuola non è uno stato di diritto».

Sin qui le recriminazioni delle madri riunitesi giovedì a scuola che si sentono in qualche modo abbandonate, che vorrebbero venisse riconosciuta la particolarità delle scuole di montagna. E il dirigente scolastico? Interpellato telefonicamente, Massimo Pisello conferma che a tutt’oggi, nonostante abbia richiesto all’Ufficio scolastico provinciale lo sdoppiamento della prima, per problemi di sicurezza e capienza delle aule, gli è stato comunicato che non verrà concesso.
Decisione confermata del resto dall’organico di fatto che prevede una sola classe. Di fronte alla situazione si muovono comunque anche gli enti locali: i tre sindaci zoldani si incontreranno lunedì prossimo per affrontare il problema.

Dolomiti patrimonio UNESCO: e' fatta!

Notizia del 26 Giugno 2009 - Dal sito del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, assieme ad altri settori delle Dolomiti di Belluno, Trento, Bolzano, Udine e Pordenone, è stato inserito nel patrimonio dell'Umanità
 

Oggi, a Siviglia, l'UNESCO ha decretato l'inserimento delle Dolomiti nel patrimonio naturale mondiale dell'Umanità.
Il riconoscimento corona un lungo cammino, che ha sancito lo straordinario valore paesaggistico e naturalistico delle "montagne più belle del mondo".
L'area riconosciuta come patrimonio non include tutte le Dolomiti ma, in pratica, ricalca il perimetro delle aree naturali protette già istituite e dei Siti di Importanza Comunitaria già individuati nelle Dolomiti, questo perché l'Unesco chiede precise garanzie in merito alla tutela del bene inserito nel Patrimonio.
Grazie anche alla presenza e al lavoro dei Parchi è stato così possibile assolvere a tre principi fondamentali richiesti dall'Unesco.
a. l'adozione di una politica generale intesa ad assegnare una funzione strategica al patrimonio culturale e naturale nella vita collettiva e l'integrazione della protezione di questo patrimonio nei programmi di pianificazione generale: questo aspetto è assolto dagli strumenti di pianificazione dei Parchi.
b. l'istituzione sul territorio di uno o più servizi di protezione, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, dotati di personale appropriato, provvisto dei mezzi necessari per adempiere i compiti che gli incombono: gli enti parco nascono proprio per svolgere queste funzioni di protezione e vigilanza richieste dall'Unesco.
c. lo sviluppo di studi e ricerche scientifiche per perfezionare i metodi di intervento che permettono a uno Stato di far fronte ai pericoli che minacciano il proprio patrimonio culturale o naturale: le attività di ricerca scientifica fanno parte delle finalità istituzionali dei Parchi, che realizzano monitoraggi, censimenti, studi scientifici per approfondire la conoscenza del patrimonio che sono chiamati a proteggere.
"L'inserimento delle Dolomiti nel Patrimonio Unesco – ha dichiarato il Presidente del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Guido De Zordo - non costituisce solo il riconoscimento dell'assoluta unicità e del valore scientifico, ambientale ed estetico delle montagne più famose del mondo, ma anche una attestazione della qualità del lavoro svolto in questi anni da tutte le aree protette presenti sulle Dolomiti, che ne hanno garantito la salvaguardia. Le aree naturali protette sono il valore aggiunto della straordinaria realtà ambientale delle Dolomiti".
"Questo inserimento nel patrimonio Unesco faciliterà ulteriormente – ha dichiarato il Direttore del Parco, Nino Martino – le attività di cooperazione internazionale che il Parco ha già avviato con altre aree protette straniere, a loro volta inserite nel patrimonio dell'Umanità, come nel caso del Parco Nazionale del Durmitor, in Montenegro".

 

Forno, 5 giugno 2009

Pubblicato il nuovo numero di ZoldoScuolaNews, giornalino dell'Istituto

Spazio alle attività scolastiche particolari nel nuovo giornalino, distribuito a tutti gli alunni il 5 giugno.

In particolare : il Convegno Nazionale dei minisindaci in Abruzzo, nel Parco Nazionale della Maiella, le visite di istruzione di tutte le classi, la cultura locale con lo spettacolo "Scomenzeone da fardima col legnam...", le attività sportive e tanto altro.

Per leggere il giornalino on line o scaricarlo sul tuo computer clicca qui (file pdf 2,9 mb)

 

 

 

Peppone il cuoco golosone

Da Il Corriere delle Alpi del 20 giugno 2009  

  DONT DI ZOLDO. Peppone il cuoco golosone ha stregato gli spettatori. Davvero uno spettacolo accattivante e simpatico quello proposto dai bambini della Scuola dell’infanzia. «Lo spettacolo - dicono i docenti Milena Sessolo, Ina Damico, Carmela De Nale, Calogero Danna - è l’epilogo del progetto di alimentazione con il quale abbiamo guidato i bambini alla conoscenza del loro corpo, degli alimenti e delle sostanze nutritive per arrivare ad una dieta equilibrata. E’ stato un po’ difficile parlare di sostanze nutritive specie con i più piccoli. Però tramite il gioco siamo riusciti a fare interiorizzare gli argomenti proposti. Abbiamo utilizzato un personaggio fantastico, Peppone il cuoco golosone». E lo spettacolo ha dimostrato la bontà dell’insegnamento. I bambini sono attori nati ed hanno dato dimostrazione della loro bravura coinvolgendo i presenti. Tutti intorno a Peppone il cuoco golosone che lavora in un ristorante. Ha un piccolo difetto. E’ molto goloso, mangia solo torte, caramelle e cioccolata. E’ talmente goloso che quando prepara le porzioni per i clienti ne mangia sempre un pezzettino. Peppone mangia addirittura lo zucchero dell’impasto a cucchiaiate, togliendo così il gusto ai dolci. Un giorno sviene e dopo un sogno terribile, popolato di mostri sotto forma di zucchero, di torte, di caramelle, di clienti arrabbiati, decide di recarsi da una nutrizionista per risolvere il grosso problema del sovrappeso che lo assilla. Segue la dieta e torna al suo peso forma. Miracolo di una dieta azzeccata. E’ seguita la consegna degli attestati di fine scuola dell’infanzia per 9 bambini che il 14 settembre sedieranno sui banchi della prima elementare: Maria Francesca Amato, Angelo Balestra, Oliver Bez,Susanna Bucca, Giorgia Costantin, Roberto De Rocco, Giacomo Livan, Daisy Monego, Martina Toldo. Siparietto finale con evidente commozione delle due maestre che, per motivi diversi, lasciano la scuola dell’infanzia: Ina Damico di Zoppè di Cadore dopo 35 anni va in pensione; Milena Sessolo viene trasferita a Conegliano. Mario Agostini

Grande festa a sorpresa in onore di Mario De Fanti storico autista di scuolabus

Da Il Corriere delle Alpi del 16 giugno 2009

  ZOLDO ALTO. Tutto il paese mobilitato, famiglie e bambini in testa, per celebrare con una festa a sorpresa l’autista dello scuolabus che è andato in pensione. Protagonista della festa è stato Mario De Fanti di Fusine, che dopo 20 anni di attività come autista (lavoro di gelatiere a parte) è andato in pensione lo scorso mese di dicembre.  «Quando mi è arrivato il biglietto d’invito», dice Mario De Fanti, «non credevo ai miei occhi leggendo che ero stato invitato ad una festa “a sorpresa”».  «Noi bambini», raccontano all’unisono, «eravamo abituati a ritrovare ogni mattina il suo sorriso e anche la sua pazienza nei viaggi verso scuola, come se ne facesse parte anche lui. Così, spinti dall’affetto, abbiamo pensato di organizzare assieme alle maestre una festicciola “a sorpresa” in suo onore». Quindi i bambini, le maestre, i genitori, il sindaco e i vice-sindaco di Zoldo Alto si sono ritrovati a scuola per ringraziare e salutare Mario De Fanti.  Un grande segno di affetto per il bravo autista. «Sicuramente», dice De Fanti, «hanno esagerato ma ho avuto una gioia immensa nel vedere gratificato il mio lavoro. Ho ricevuto regali a non finire: mi è stato subito consegnato un “pulmino” costruito in cartone con impressi all’esterno i volti dei 15 bambini che hanno frequentato quest’anno le elementari nel plesso di Fusine, a rappresentare, idealmente, tutti i bambini che nel corso dei miei 20 anni di servizio sono saliti sullo scuola bus».  I bambini hanno, poi, hanno letto i pensieri in dialetto impressi sui fogli interni dello “scuolabus” lodando il lavoro di Mario De Fanti e la familiarità che si era instaurata. Le maestre, a loro volta, hanno donato a Mario De Fanti una targhetta ricordo con tanti simboli a lui cari (la civetta, compassi, righelli, la Ferrari). Il sindaco di Zoldo Alto Roberto Molin Pradel gli ha regalato il libro “Tesori d’arte nelle chiese della Val di Zoldo” ringraziandolo per la disponiblità e la cortesia sempre dimostrate in questi anni di collaborazione con il Comune. Naturalmente non è mancato il rinfersco, con i dolci preparati dalle mamme. «E’ stata», concludono bambini e famiglie, «una bella occasione per stare insieme, per ritrovarsi e per valorizzare chi lavora con il cuore». Mario Agostini

Festa degli alberi a Zoppè

da Il Gazzettino del 2 giugno 2009

ZOPPÈ DI CADORE -  Una "festa degli alberi" ispirata al rispetto per la natura, all'integrazione degli scolari che l'hanno vissuta e alla loro ritrovata amicizia: quella di Zoppè, svoltasi ieri in una bella giornata di sole, è stata un’ideale occasione di incontro, che i giovani alunni delle scuole elementari di Zoppè e di Fusine (Zoldo Alto), ancora una volta insieme, ricorderanno a lungo.
      Intanto per la significativa presenza dei tra sindaci dei comuni del comprensorio: Renzo Bortolot di Zoppè, Fausta De Feo di Forno e Roberto Molin Pradel di Zoldo Alto, delle guardie forestali del comando della stazione di Longarone, per la visita alle collezioni di fossili e alle raccolte etnografiche di Merino Mattiuzzi e per la presenza di alcuni ospiti giunti dal Massiccio centrale francese, interessati a cogliere le testimonianze della cultura alpina delle Dolomiti.
      Naturalmente sono state messe a dimora alcune piante, ma non quelle di alto fusto tipiche della montagna bensì alberi da frutto e fiori. Il sindaco Bortolot, che ha fatto gli onori di casa, ha spiegato il senso dei vari momenti in cui è stata articolata la mattinata, ha ribadito come la tutela delle tradizioni rappresenti una garanzie per uno sviluppo ecocompatibile dei paesi e ha accompagnato i presenti a visitare alcune particolarità del paese, il recupero di alcune abitazioni fatiscenti, il municipio e la chiesa parrocchiale. Un incontro denso, dai contenuti formativi.

Forno, nuovi danni in palestra

da Corriere delle Alpi del 30 maggio 2009  

  FORNO DI ZOLDO. Il forte vento ha danneggiato ieri il tetto della palestra delle scuole, sollevando parte della copertura in lamiera.  Non c’è pace per la palestra, chiusa da quest’inverno dopo il cedimento causato dal peso della neve. Ieri pomeriggio verso le 17, infatti, i vigili del fuoco e i tecnici del Comune sono nuovamente intervenuti in palestra, dove alcune forti raffiche di vento avevano “scoperchiato” alcune parti della copertura in lamiera della struttura sportiva, comunque chiusa.  Assieme ai vigili del fuoco volontari e ai loro colleghi del comando di Belluno, intervenuti con l’autoscala, è arrivato sul posto anche il sindaco Fausta De Feo, per verificare la situazione e i danni causati dal vento, ancora da quantificare.  «Il vento ha sollevato parte della lamiere», dice il sindaco, «per questo abbiamo chiesto l’intervento dei vigili del fuoco, che sono al lavoro per mettere in sicurezza la copertura, coprendo con dei teli le parti rimaste scoperte».  «Tanto per restare in allenamento», sbotta il sindaco, «dopo la neve ci troviamo anche questo problema con la palestra. Per riparare ai danni della neve abbiamo chiesto un contributo alla Regione, ma ci hanno dato solo 100 mila euro sui 250 mila necessari. Quest’estate dovremo comunque provvedere, non possiamo lasciare la scuola senza palestra anche se abbiamo problemi pure ad accendere un mutuo. Saremo costretti a non fare altri interventi».

Forno, la scuola aiuta l'Abruzzo

Da Il Corriere delle Alpi del 22 maggio 2009  

 FORNO. L’Istituto comprensivo al IX convegno nazionale dei minisindaci e minipresidenti dei parchi d’Italia. Si tiene proprio in Abruzzo, nel Parco nazionale della Majella fino a oggi. La delegazione zoldana è formata dal dirigente scolastico Massimo Pisello, dal minisindaco Yannik Pra Levis dal consigliere del Consiglio comunale dei ragazzi Sebastian Bucca, dal docente referente scolastico Corrado De Rocco e dal sindaco Fausta De Feo. «Il progetto generale condiviso da tutti», dice Pisello, è «Coloriamo il nostro futuro». Nell’ambito dello stesso ogni parco affronta delle tematiche legati al proprio territorio. Quest’anno il tema principale che coinvolge tutti è legato alla cucina tradizionale locale. Noi presentiamo il libro con ricette tradizionali dei due comuni della Valle e di Zoppè. Nell’ambito del concorso I sapori del parco noi prepareremo una ricetta I Grafoin che verrà realizzata (come per le altre scuole) con l’ausilio dei cuochi della scuola alberghiera che ci ospita. Una giuria di esperti degusterà i vari piatti e proclamerà la ricetta ed il cuoco in erba vincitori».  Quattro giorni intensi e proficui per consolidare quanto di buono viene fatto ogni anno. Ci sono gruppi di studi sia per i ragazzi che per i dirigenti scolatici e gli amminstratori (lo sviluppo occupazionale nei parchi). Pisello ufficializzerà l’iniziativa del comprensivo di Forno di farsi promotore della raccolta di fondi per contribuire alla ricostruzione di una scuola e ci si attiverà anche per individuare il Comune cui destinare la somma raccolta. L’iniziativa interessa Zoldo e Zoppè e tutti gli istituti collegati in rete per Coloriamo il nostro futuro (www.coloriamoilnostrofuturo.eu). (ma.a.)

Quegli ovali del Guardi in usufrutto a Goima

Da IL GAZZETTINO del 24 Aprile 2009

Storia dei 15 quadri voluti dai venditori di "guado"


 Dietro al titolo, un auspicio. Che quanto affermato per una serie di piccoli ovali di Francesco Guardi, possa essere esteso a tutte le opere d'arte. Ecco dunque Il Principio di Goima, un libretto di recente stampa, edito dalla Provincia di Belluno, e presentato mercoledì nella sala degli Affreschi all'interno della XI settimana della cultura. E’ un volumetto che rende conto della vicenda, a tratti ai limiti del verosimile, che ha riguardato i “Misteri del Rosario” dipinti dal Guardi per la chiesa di san Tiziano di Goima di Zoldo Alto.
      L'odissea dell'opera è stata ricostruita a più voci, coordinate da don Giacomo Mazzorana, direttore dell'Ufficio beni culturali e arte sacra della diocesi. E' toccato a Giandomenico Zanderigo Rosolo raccontare come a Goima fiorisse abbondante l'erba del 'guado', utilizzata nel '700 per tingere d'azzurro le stoffe. E alcuni degli zoldani che la portavano in laguna, lì si fermarono acquisendo importanza e ricchezza. Al punto che poterono commissionare al Guardi i 15 misteri del Rosario per collocarli nella chiesa di san Tiziano. Negli anni '60, siamo nel Novecento, furono visti da don Gino Bortolan, sacerdote veneziano, che ne consigliò il restauro. Ma quando, dopo molte sollecitazioni, vi fecero ritorno, furono consegnate solo delle copie. Solo un colpo di fortuna permise a Giuseppe Maria Pilo, esperto d'arte, di imbattersi negli ovali trafugati nei quali Guardi si ispira fra gli altri a Tiziano Vecellio, Francesco Maffei, Luca Giordano, Sebastiano Ricci, Tiepolo..... Ancora ignaro della storia di cui essi erano portatori, ne scrisse su una rivista specializzata: una notizia che consentì di capire che quelli presenti a Goima erano dei falsi.
      Fu lo stesso Pilo, sollecitato dalla Polizia, a comparare i quadri ed a decretarne la falsità; ma il restauratore e il ricettatore disonesti erano ormai morti ed essi erano di proprietà di una signora che li aveva acquistati senza conoscerne l'origine truffaldina. Iniziò a questo punto una lunga battaglia giudiziaria - mercoledì ricostruita in sala dall'avvocato Ivone Cacciavillani che ha anche curato il libriccino - conclusasi nel 2002 con la sentenza passata in giudicato. Una sentenza che ha stabilito che la proprietà dei quadri rimane della signora che li ha acquistati in buona fede, ma l'usufrutto è delle gente di Goima. Ecco quindi il principio di Goima: che lì dove i beni artistici costituiscano l'identità di un luogo e di una comunità, siano riportati nel sito per il quale essi sono stati pensati e realizzati.                                                                                            Giovanni Santin
 

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A Zoppè la pluriclasse più "alta" di tutto il Bellunese

da Il Gazzettino del 19.04.2009

Nel paese con meno abitanti convivono da anni gli alunni dell’intero ciclo elementare che altrimenti sarebbe impossibile mantenere con i pochissimi iscritti

Una delle maestre, Milva, prepara più lezioni al giorno. Il dirigente: «D’inverno difficile anche scendere a Forno»

A Zoppé di Cadore, minuscolo comune di 271 abitanti, il più piccolo della provincia di Belluno, 1461 metri sul mare, la pluriclasse unica alle elementari è una realtà da almeno 15 anni. Una realtà che funziona a detta di tutti, insegnanti, preside, scolari e genitori; ma anche una soluzione inevitabile, per tener comunque unita e viva una comunità che negli ultimi quarant’anni ha visto ridursi i residenti di duecento unità.
      «A volte manca una “classe”, come nell’anno in corso, in cui non c’è la 3°, ma per lo più sono rappresentate tutt’e cinque» racconta la maestra Milva Simonetti. Di questa scuola, è lei l’insegnante principale, coadiuvata da una collega a tempo ridotto e dalle docenti di inglese e di religione.
      La maestra Milva ha il grosso vantaggio di essere del posto, dove è nata ed abita da sempre, che l’aiuta a capire la propria gente: un beneficio che però, come vedremo, si riverbera, moltiplicato negli effetti positivi, anche sugli alunni e le loro famiglie.
      Quali le difficoltà maggiori?
      «Le più evidenti sono nell’organizzazione del lavoro, piuttosto complessa: il grosso devi farlo a casa, per preparare non una, ma tante lezioni; e poi “incastrarle” bene: non deve succedere che i ragazzi, benché solo in 10 come adesso, restino inattivi».
      Concretamente il meccanismo come funziona?
      «Mentre una classe lavora su una materia, devi poter essere sicura che un altro gruppo, cioè una diversa “classe”, lavori ad un’altra, utilizzando talora entrambe le aule a disposizione. Poi ci sono discipline, quali l’educazione motoria, musicale o l’educazione all’immagine in cui si può lavorare benissimo tutti insieme».
      Ad esempio?
      «Se si decide di realizzare un cartellone, i più grandi cureranno le scritte, i più piccoli disegnano, quelli ancora minori colorano».
      Ma ci saranno anche vantaggi, non solo limiti…
      «Sicuramente. Nel lavoro a più livelli di età, ognuno dà il suo contributo, calibrato sulle proprie capacità, alle realizzazioni di gruppo, con un effetto positivo di responsabilizzazione e benefici reciproci, sia per i maggiori, che danno un grande aiuto, sia per i più piccoli, che si sentono stimolati».
      Ma davvero è così indispensabile una scuola solo per 10 alunni, a pochi km da altre, in Zoldo?
      «Raggiungere Zoldo da Zoppé è spesso difficile specie d’inverno -spiega Massimo Pisello, dirigente scolastico-. E non si dimentichino le frequenti frane. Sebbene quello appena trascorso sia stato un anno particolare, qualora non potessimo contare su una maestra residente, ogni giorno disponibile con ogni condizione di tempo e di neve, si sarebbero persi almeno 15 giorni di scuola, con pregiudizio dello svolgimento del programma e persino del tempo minimo di frequenza, quindi della validità dell’anno. La verità è che, con i mezzi che abbiamo, offriamo un sevizio indubbiamente all’altezza».
      Al punto che a Zoppé l’abbandono scolastico è limitato, mentre sono in buon numero diplomati e laureati.             Angelo Santin     

Riforma delle scuole
Per i sindaci gioie e dolori

Da IL Gazzettino del 16.04.2009

      Preoccupazione palese nella Valle di Zoldo per gli accorpamenti che dovrebbero abbattersi sulle scuole elementari dell’istituto comprensivo di scuola per l’infanzia, elementare e media: in particolare a Pieve, dove nel 2009-10 la 3. e la 4. paiono destinate a costituire una sola sezione, e a Forno capoluogo, dove sarebbero invece la 2. e la 3. a essere scelte per l’accorpamento. Ma sulle classi da “unificare”, spiega il dirigente scolastico della scuola di Zoldo Massimo Pisello, l’ultima parola spetterà all’istituto. Con tutta evidenza, si tratterebbe comunque di una ben magra soddisfazione.
      Stupefatta appare il sindaco di Forno Fausta De Feo, che già ieri ha chiesto un incontro urgente al dirigente scolastico provinciale Domenico Martino, dal quale si è recata nel pomeriggio per ottenere chiarimenti: «Sono rimasta di sasso di fronte alla recente variazione dei parametri, che hanno elevato a 18 il numero di alunni necessario per evitare la pluriclasse. Tanto più – spiega il primo cittadino di Forno, che è stata anche insegnante elementare e parla quindi dall’alto di una certa esperienza - che ho sempre partecipato a tutti gli incontri tenutisi recentemente sul tema: e costantemente veniva ribadito che le scuole di montagna non sarebbero state toccate. Ma non mi sono mai del tutto fidata e perciò in quelle riunioni non ho mai mancato di ammonire: attenti, io sono vecchia dell’ambiente, non vorrei che anche stavolta succedesse quel che è già accaduto tante altre volte, allorché, a dispetto di tutte le garanzie che ci venivano esibite, puntualmente ci siamo poi trovati a subire i tagli temuti. Più che infuriata, sono molto amareggiata dall’idea che questo possa essere l’epilogo».
      Parallelamente si registra invece la soddisfazione di Roberto Molin Pradel, sindaco di Zoldo Alto. Pare che almeno per ora il pericolo sia stato scongiurato, ma la “sua” scuola, quella di Fusine, rischiava di vedersi accorpare tutte le classi in un’unica di 16 alunni, oppure di dover assistere al dirottamento in altra sede di una o più sezioni: «La nostra linea è quella di sempre e la ribadisco ora: siamo fermamente convinti che le scuole in montagna, e la nostra è montagna vera, debbano essere difese dagli amministratori e sostenute dallo Stato. Che alle nostre scuole non deve guardare come a un lusso, ma piuttosto a un servizio insostituibile per il territorio: è un campo in cui non ci si può basare su meri criteri di mal inteso efficientismo perché se saltano le scuole, i nostri paesi muoiono».                        Angelo Santin


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L'ORSO TORNA IN ZOLDO

Da Il Gazzettino del 15.04.2009

    L’orso torna in Zoldo. Un esemplare è stato avvistato l’altra notte accanto alla strada che da Longarone porta nella Valle di Zoldo e più precisamente nel tratto compreso fra l’abitato di Soffranco e il ristorante di Mezzocanale. Tracce inconfutabili di orso erano già state rilevate dieci anni fa in Zoldo, a poca distanza dal centro abitato di Fornesighe. In quell’occasione, dopo la segnalazione del proprietario del fondo, che l’aveva trovato a soqquadro, era stato accertato il passaggio del grosso mammifero: rami di un albero da frutta divelti, ossi di susine sparsi per terra, un rudimentale giaciglio alla base della pianta, escrementi che alla successiva analisi avevano blindato quella che già era parsa molto più di una semplice ipotesi. Poi, fino ad ora, più niente. E adesso un vero avvistamento, non delle semplici tracce, benché inequivocabili.
      «Che si tratti proprio di un orso non ci sono dubbi, le segnalazioni che ci sono arrivate sono affidabili» conferma Gianmaria Sommavilla, dirigente della polizia provinciale, che nella mattinata di ieri ha preso parte ad una riunione in Provincia con altri colleghi. L’incontro era stato convocato all’indomani dell’interessante avvistamento del plantigrado per fare il punto della situazione e decidere modalità, tempi e uomini destinati a seguire gli sviluppi della vicenda. Appena il giorno precedente, la mattina del dì di Pasqua, un cacciatore cadorino aveva segnalato al settore vigilanza della Provincia delle tracce rilevate nella zona di Pieve di Cadore. Ed ecco che nella notte fra Pasqua e Pasquetta l’orso ha deciso di farsi vedere. In Zoldo.
      Probabilmente, spiega la guardia provinciale, «si tratta dello stesso animale di cui in Cadore erano state segnalate le impronte e che ora si è lasciato direttamente vedere, verosimilmente una esemplare arrivato dal Friuli e destinato ad ulteriori grandi spostamenti. Gli orsi sono infatti da poco usciti dal letargo ed è loro abitudine muoversi, coprendo anche grandi distanze. Del resto è assai improbabile che si tratti di due individui distinti, fattisi scorgere nell’arco di 24 ore».
      La segnalazione è importante perché - annota Sommavilla - arriva ad oltre due anni di distanza dalla precedente in provincia. A questo proposito anzi diventa assai importante che qualsiasi nuova informazione, relativa ad ulteriori avvistamenti, ma anche a possibili impronte o devastazioni ragionevolmente riconducibili all’orso, venga tempestivamente segnalata agli agenti della polizia provinciale, telefonando allo 0437/959227. Si può escludere invece qualsiasi rischio per la sicurezza e l’incolumità delle persone, l’orso di Zoldo vaga in cerca di cibo, ma non rappresenta un pericolo.

Prima le impronte, poi l’avvistamento. Dopo due anni di assenza l’orso è tornato in provincia di Belluno, proveniente da est. La notizia è stata confermata ieri, con la dovuta prudenza, dalla polizia provinciale, che da un paio di giorni era stata messa in allerta da segnali piuttosto inequivocabili. In queste ore sono in corso verifiche sull’attendibilità delle prove raccolte e questa mattina a Palazzo Piloni ci sarà un briefing generale, per mettere ordine a tutte le informazioni raccolte in questi giorni. La bella sorpresa è arrivata a Pasqua, quando un agente della polizia provinciale ha trovato 400 metri di impronte in Cadore. Poi la notte successiva, due automobilisti in due momenti diversi, hanno dichiarato di aver visto un orso lungo la strada che porta in Zoldo. Già raccolti i calchi delle impronte e alcuni peli per l’analisi del dna.

 Le tracce. La prima notizia dell’orso risale al giorno di Pasqua, quando un agente della polizia provinciale in servizio in Cadore ha scoperto un corridoio di tracce lungo circa 400 metri. «Le orme si trovano lungo la sinistra orografica del lago del Centro Cadore, in comune di Pieve di Cadore dopo la diga, nella zona di Vedorcia», spiega Oscar Da Rold vice comandante della polizia provinciale di Belluno. Si tratta di una zona impervia di montagna, ancora innevata. Le tracce infatti sono state viste molto bene, anche se lo scioglimento della neve le ha certamente dilatate e alterate. L’ipotesi è che le tracce risalgano a due giorni prima di Pasqua. L’agente ha fatto tutti i rilievi del caso, compreso il calco delle orme più leggibili e la raccolta dei peli che si trovavano lungo la scia di tracce, peli che potrebbero essere utili per un’analisi del dna. «Tutte queste prove ci servono per capire di quale animale si tratta, se è maschio o femmina, se è adulto o cucciolo».

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Dal Corriere delle Alpi del 14.04.2009

 L’avvistamento. Subito dopo la scoperta in Cadore, la polizia provinciale si è messa alla ricerca di segnalazioni di orsi fuori provincia, per capire da dove fosse arrivato l’animale. Ma nel frattempo sono arrivate notizie fresche. Nella notte tra Pasqua e pasquetta infatti ci sono state due segnalazioni distinte, da automobilisti che transitavano lungo la sr 251 che collega Longarone a Zoldo e ieri gli agenti hanno raccolto le loro testimonianze.

 La descrizione. «E’ molto importante analizzare i dettagli», spiega ancora il vice comandante Da Rold, «perché di notte e mentre si guida ci si può confondere». Va detto però che la notizia della scoperta delle orme non era ancora di dominio pubblico e da due anni non si sente parlare di orsi. I due testimoni hanno opinioni diverse sulla dimensione: per uno è di taglia robusta, per l’altro non è molto grande, ma gli orsi presenti sulle nostre Alpi si considerano adulti di buone dimensioni già a 70 chili.
 Era importante anche la descrizione dei movimenti. Uno dei due automobilisti ha visto l’animale salire su un muretto alto un metro e il movimento è stato proprio quello dell’orso: prima le due zampe anteriori poi, una alla volta, quelle posteriori. Gli ungulati o i cinghiali (con cui ci si potrebbe confondere) fanno un movimento a salto completamente diverso.

 Accertamenti. Gli orsi sono i benvenuti in provincia di Belluno e per la polizia provinciale studiarli è sempre di grandissimo interesse. Il primo obiettivo è capire di che orso si tratta, da dove arriva e dove sta andando. Di certo la presenza di animali morti a causa del rigido inverno, gli assicura approvvigionamenti proteici.

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 Palestra ancora chiusa, disagi a scuola

Dal Corriere delle Alpi — 11 aprile 2009

E’ ancora inagibile - dopo il cedimento di alcune travi del tetto sotto il peso della neve avvenuto il 29 gennaio - la palestra dell’Istituto comprensivo di Zoldo. E lo stop forzato all’uso della palestra, oltre a penalizzare le associazioni locali, pesa innanzitutto sulla scuola. «E’ un grosso handicap che ci ha sconvolto i programmi», afferma Fabrizio Pra Mio responsabile dell’attività motoria della scuola media, «L’inverno è stato terribile e non è stato facile trovare valide alternative. Ma ci siamo rimboccate le maniche ed abbiamo inventato qualcosa di buono. Il venerdì del tempo prolungato abbiamo sciato. Sono state programmate escursioni nel bosco innevato camminando “a tolech” con l’uso delle “caspe”. Per un periodo ha tenuto banco l’orienteering all’interno della scuola. E, ben allenati, abbiamo partecipato alla fase provinciale a Ponte nelle Alpi con 12 ragazzi ottenendo buoni piazzamenti. Con le ragazze ci stiamo preparando per la partecipazione alla fase regionale di calcio 5 che si terrà ad Albignasego di Padova. Andiamo ad allenarci a Cencenighe, nella palestra dell’istituto comprensivo, con la Canottieri calcio a 5 di Belluno. Altro motivo di soddisfazione è la prossima partecipazione in massa, con 34 ragazzi, alla fase distrettuale di atletica a Longarone il 23 aprile. Da ammirare lo sforzo e la passione di questi ragazzi nonostante le condizioni climatiche abbiano condizionato la loro preparazione».  E gli alunni Alberto Battistin, Joshua Sommariva, Gianmarco Visca, a nome anche di tutti gli altri ragazzi, elogiano il loro insegnante che ha saputo far fronte a questa situazione. «Ha inventato di tutto», dicono, «e non ci siamo stufati. Sono stati organizzati anche tornei di dama e di scacchi. Tanta ginnastica è stata fatta sul ponte accanto alla chiesa».  Soddisfatto anche il dirigente scolastico Massimo Pisello. «E’ sempre stata svolta», spiega Pisello, «un’attività regolare ben inserita nelle indicazioni nazionali dei programmi “Corpo, movimento e sport”. Con la fantasia e la vivacità che contraddistinguono Pra Mio abbiamo potuto realizzare i programmi contenuti nelle indicazioni nazionali e a tenere alto il morale dei ragazzi che come noto prediligono l’attività motoria». Mario Agostini

«Forno adesso è restato senza una palestra»

Dal Corriere delle Alpi — 30 gennaio 2009  

«I danni sono soprattutto sociali. Non abbiamo strutture alternative». Così il sindaco Fausta De Feo commenta l’ultimo “scherzetto” del maltempo, ovvero il cedimento di alcune travi nella palestra comunale. A rimetterci gli studenti dell’istituto comprensivo e tutti gli sportivi del territorio. Dalla Provincia e dalla Regione, intanto, arrivano le prime rassicurazioni.  La conta dei danni è appena iniziata e la speranza è quella in un finanziamento straordinario. Ieri l’ordinanza sindacale che rende off-limits l’intera area.  Basta guardare alle strade e alla case del centro. Forno non supera gli 850 metri d’altezza, eppure i cumuli di neve sono impressionanti. «E’ da tempo che non si vedeva una cosa del genere», commenta un arzillo ottantacinquenne.  A una settimana esatta dall’implosione del palazzetto di Sappada e a pochi giorni dalla chiusura della palestra del corpo forestale dello Stato a Palus San Marco di Auronzo, la neve dei record ha colpito ancora, dimostrando che il rischio crolli è concreto e assolutamente non prevedibile.  Il cedimento di alcune travi della palestra delle scuole medie di Forno di Zoldo ne è l’ultima preoccupante prova.  Rispetto a Sappada, dove il tetto è crollato al suolo lasciando in piedi lo scheletro di una facciata, alla palestra della scuola media di Forno di Zoldo la struttura è rimasta solida e i danni sono stati tutto sommato limitati. Resta però un immobile inagibile e un brutto spavento, quello degli alunni delle scuole medie che mercoledì mattina, sentendo alcuni scricchiolii provenienti dalle perline, si sono dati alla fuga assieme al loro docente di educazione fisica. Da qui i sopralluoghi dei tecnici comunali e dei vigili del fuoco che hanno convinto il sindaco a emanare un’ordinanza di chiusura, provvedimento che peserà sulla vita di un’intera comunità. Di alternative, a Forno, non ce ne sono.  «Il contraccolpo sulla vita della comunità è abbastanza duro. Non ci sono strutture simili nei paraggi. Le associazioni sportive che si servono della palestra sono tante», afferma il primo cittadino, che non ha ancora calcolato i danni.  Nella mattinata di ieri Fausta De Feo è stata contattata dal presidente della Provincia Sergio Reolon e dai consiglieri regionali del Bellunese, che hanno confermato il loro appoggio per un intervento risolutivo. «In particolare Dario Bond», dice De Feo, «ha detto che la Regione farà tutto il possibile». Ma il cedimento della palestra è stato soltanto l’ultimo di una serie. Da quando è iniziata l’emergenza - verso fine novembre - l’elenco dei danni provocati dalla neve si allunga giorno dopo giorno.  «Le casse comunali piangono», conclude il sindaco zoldano, reduce da quasi due mesi di emergenza continua. «Speriamo in un finanziamento straordinario. In queste settimane il dispiegamento di uomini e mezzi è stato considerevole».

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Nasce la palestra di roccia autogestita da "La scimmia"

Da Il Gazzettino dell'11.04.2009

Una sala attrezzata per l’arrampicata senza corde. Nasce oggi a Forno di Zoldo e verrà inaugurata alle 17 a Ciamber, in Zona Artigianale. Ma la festa che è stata organizzata per lanciare la nuova struttura sportiva proseguirà sino a mezzanotte. L’iniziativa è promossa da “La scimmia”, che è un’associazione di arrampicatori della Val di Zoldo, un gruppo nato da poco, ma che conta già sull’adesione di 21 appassionati, ai quali altri si possono aggiungere in qualsiasi momento. Una peculiarità caratterizza la nuova palestra: non è gestita, ma ogni socio possiede una chiave della sala e pertanto vi può accedere a piacimento, secondo le diverse disponibilità di tempo. È aperta anche ai bambini, che naturalmente debbono essere accompagnati. La sala nasce anche con l’obiettivo di diventare un nuovo punto di aggregazione per la Valle. «La sala – spiegano i promotori - è stata ideata per offrire l’opportunità di allenarsi e di divertirsi in montagna anche quando non è possibile accedere ai luoghi di arrampicata naturale, per le condizioni climatiche o per il buio». La tecnica utilizzata per l’arrampicata senza corde o bouldering è la stessa dell’arrampicata sportiva, ma lo stile è basato su piccole sequenze laterali.

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da IL GAZZETTINO DEL 10.03.2009

I TAGLI NELLA SCUOLA BELLUNESE

La scuola ha chiuso le iscrizioni: il 90 per cento delle famiglie bellunesi ha scelto il tempo prolungato. Ma in che misura sarà possibile garantirlo lo si deciderà a Roma entro l’estate (15 giugno) con gli accordi sull’attuazione della riforma Gelmini. A fare il punto, l’onorevole Maurizio Fistarol (PD), affiancato dal presidente della Comunità montana Valbelluna, Edi Fontana, per l’Uncem (Unione nazionale Comuni - Comunità montane), e da Danila Tirabeni, insegnante,responsabile del progetto provinciale per i ragazzini dislessici.
      «Il governo - ha spiegato Fistarol - ha deciso il taglio per decreto del 50% delle scuole sottoutilizzate, ossia di quei plessi con un numero inferiore ai 50 iscritti. In queste settimane è iniziato il confronto. E le preoccupazioni restano tutte. Il ministro ha confermato la riduzione entro il 2012, con un taglio in finanziaria di 85milioni di euro. Nonostante la Regione abbia assicurato un occhio di riguardo per la montagna, deve comunque fare i conti con la realtà». Il tutto, calato sul territorio, significa chiusure dall’Agordino alla Valbelluna. «Nella lista dei tagli - precisa infatti il senatore - sono sicuramente Voltago, Vallada, Rocca Pietore, Vigo di Cadore, Danta, San Nicolò, Cibiana, Santo Stefano di Cadore, Forno di Zoldo, ZoldoAlto, Zoppè, Trichiana, Sant’Antonio Tortal. Non sappiamo ancora quali, ma è evidente che una parte di questi plessi andranno chiusi». E al problema dei plessi si sommano quelli di gestione e i vincoli sulle classi: queste ultime non devono avere meno di 10 alunni per quelle "normali" e da 8 a 18 per le "pluriclassi". Poi c’è la didattica. «Tutti gli investimenti, realizzati in questi anni per i laboratori, ad esempio quelli di informatica - ha sottolineato Fontana - rischiano di restare inutilizzati. Ogni Comune ha investito mediamente nella scuola almeno 30mila euro. Ora potrebbero non essere usati per il limite delle 27 ore e la mancanza di insegnati. Eppure il Veneto è già sotto la media nazionale del corpo docente». Una "nota dolente" sulla quale interviene anche Tirabeni: «Napoli in proporzione ha più insegnanti di Belluno, un problema legato anche al reddito. L’attuale sistema fa sì che al meridione vadano in aiuto risorse per il disagio giovanile che noi non abbiamo, pur avendo i nostri problemi. Così lì il tempo prolungato non lo chiedono ma hanno i docenti, qui ne abbiamo bisogno e non abbiamo nessuno. Ai nostri ragazzini in difficoltà, il 10% del totale, si toglie il sostegno, che resta solo per il 10% di stranieri. E ancora, le lingue alle primarie: la riforma elimina i laureati e impone l’insegnamento di maestri dopo un corso (50 ore per iniziare, ndr) in buona parte anche on line. Irragionevole».


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Forno, l'elementare trasloca

Dal Corriere delle Alpi — 07 marzo 2009  

Le elementari del plesso di Forno di Zoldo troveranno dimora nella sede delle scuole medie, proprio di fronte, per razionalizzare l’uso delle strutture scolastiche alla luce del calo di iscritti, liberando spazi per associazioni e attività sociali.  E’ quanto emerso dall’incontro fra il sindaco di Forno di Zoldo, Fausta De Feo, il dirigente dell’istituto comprensivo di Zoldo, Massimo Pisello, e un gruppo di genitori degli scolari. Presente anche l’ingegnere Loris De Col che, per conto del Comune, ha illustrato la fase progettuale.  «Sono proprio contenta», commenta il sindaco Fausta De Feo, «di questo incontro che ha visto una numerosa presenza di genitori. Il problema è stato ben capito e la soluzione prospettata apprezzato. De Col ha presentato gli aspetti tecnici dell’operazione, che ha margini per migliorare. Il confronto con i genitori continuerà ed accetteremo eventuali suggerimenti. Si tratterà adesso di studiare il modo migliore per razionalizzare l’uso delle aule. Non c’è fretta e quindi possiamo fare le cose con la dovuta calma. Tengo a sottolineare l’importanza dell’operazione, riconosciuta da tutti i presenti».  «La bozza del progetto illustrata dall’ingegner De Col», dice il preside Pisello, «prevede di riservare una porzione dell’edificio al plesso di Forno. Innanzitutto c’è l’entrata indipendente, separata da quella delle medie, come pure i servizi igienici. In comune ci sono la palestra, il laboratorio di informatica e l’aula magna. Naturalmente poi saranno organizzati i turni di utilizzo».  C’è soddisfazione dell’amministrazione comunale per l’ottimizzazione dei costi e per l’uso che si potrà fare dell’edificio del plesso scolastico. «Sono della stessa idea del sindaco De Feo», commenta Pisello, «per un razionale utilizzo dei locali del plesso scolastico. Potrebbero sorgervi una biblioteca, una sala musica, laboratori didattici ambientali legati al Parco e non ultimo si potrebbe pensare all’utizzo di alcune aule come sedi di associazioni culturali e sportive».  E i genitori cosa ne pensano? «Sicuramente», dice infine Carmen Soccol, «è una soluzione ottimale visti i numeri ridotti di alunni che abbiamo in valle. La scuola media si presta bene a ricevere gli scolari del plesso di Forno centro». (ma.a.)

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A Forno salta la prima classe

Dal Corriere delle Alpi — 06 marzo 2009

Completate le pre-iscrizioni all’Istituto Comprensivo. Per quanto concerne la scuola dell’infanzia le iscrizioni sono state 38, ma è possibile che aumentino.  Per la scuola primaria è stato scelto il modulo delle 30 ore settimanali.  Il fatto saliente è che nel plesso di Forno capoluogo non sarà in funzione una prima classe. Gli scolari sono stati inseriti dai genitori insieme con quelli del Plesso di Pieve, per evitare una possibile pluriclasse nel plesso di Forno. Pertanto a Forno funzioneranno una seconda classe con 7 scolari; una terza con di 8; una quarta di 7 e una quinta di 12. Nel Plesso di Pieve, i 55 iscritti sono così distribuiti: 15 in prima, 11 in seconda, 8 in terza, 9 in quarta e 12 in quinta.  Nel plesso di Fusine di Zoldo Alto in organico risultano due pluriclassi che saranno formate dai 14 scolari così distribuiti: 2 in prima, 2 in seconda, 6 in terza, 1 in quarta e 3 in quinta.  A Zoppè di Cadore una pluriclasse formata da 6 scolari: 3 di seconda, 2 di terza e 1 di quinta.  La scuola secondaria di primo grado comprende 74 alunni. Ventisette gli iscritti alla prima classe: 5 hanno scelto il modulo delle 30 ore e 22 il modulo delle 36 ore. La prima seguirà il tempo prolungato. La seconda A comprende 21 alunni; la terza A 12 alunni; la terza B 14 alunni.  

Tempo di scelta anche per gli alunni della terza media alle prese con le pre-iscrizioni alla scuola secondaria di secondo grado: 4 per il Liceo Tiziano di Belluno; 2 per il Liceo scientifico Galilei di Belluno; 5 per l’Istituto Magistrale Renier di Belluno; 7 per l’Iti segato; 5 per l’Istituto commerciale Calvi; 1 per l’Istituto Catullo; 6 per l’Alberghiero di Longarone; 1 per l’Alberghiero di Agrigento; 2 per l’Istituto d’Arte di Pozza di Fassa; 1 per il Centro edile di Mel; 1 per l’Enaip di Feltre (cucina).  Intanto oggi è in calendario una riunione fra il dirigente scolastico Massimo Pisello, il sindaco di Forno di Zoldo Fausta De Feo e i genitori del plesso di Forno centro.  «Riunione importante - dice Pisello - per discutere il progetto inerente il possibile trasferimento del plesso di Forno centro nella Scuola media di fronte». Certamente una scelta delicata. (ma.a.)

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Studenti a scuola di sci

Dal Corriere delle Alpi — 03 marzo 2009  

  ZOLDO , Corsi di sci per tutti gli studenti dell’istituto comprensivo zoldano. L’attivita è inserita nel Piano di offerta formativa ed è legata al potenziamento dell’attività motoria, nell’ambito della quota del 20% che le scuole hanno a disposizione per promuovere attività didatiche e formative.  I corsi si stanno svolgendo per una precisa sinergia fra scuola, enti pubblici e società locali. I comuni della valle hanno messo a disposizione gli scuolabus per il trasporto degli alunni; la Seggiovie Valzoldana autorizza ad utiizzare i campi scuola e gli impianti di risalita; la Scuola Sci Civetta mette a disposizione i maestri di sci; lo Sci Club Valzoldana mette a disposizione attrezzature, maestri ed istruttori di sci e alcuni trasporti logistici; il noleggio Centro Servizi Sci Civetta della famiglia Sergio Balestra fornisce l’attrezzatura a quei ragazzi che ne sono sprovvisti.  A partire dalla scuola dell’infanzia i bambini di 5 anni partecipano al corso di sci di fondo sulla pista di Campo. I bambini della scuola primaria si sono divisi autonomamente i due gruppi sulle piste di Pecol per lo sci alpino e gli altri sulla pista di fondo di Campo di Forno di Zoldo e di Zoppè di Cadore per svolgere le rispettive attività. Sempre sulla pista di fondo di Campo per alcune settimane, il venerdì, gli alunni del tempo prolungato seguiranno le ore di attività motoria dal momento che la palestra della scuola attualmente non è disponibile, perchè le nevicate hanno messo in pericolo la staticità del tetto.

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da IL GAZZETTINO del 29-01-09

Scuole di montagna, a rischio chiusura una su due, ma la decisione è rinviata
Il serrato confronto tra governo e autonomie locali sul “regolamento Gelmini” si è concluso: restano molti dubbi

BELLUNO - Il serrato confronto tra governo e autonomie locali sul “regolamento Gelmini” si è concluso ieri sera – nel corso di una complessa seduta della Conferenza Unificata – con l’accordo su un testo che lascia ancora in sospeso questioni nodali e sul quale l'Uncem chiede chiarezza per le scuole ubicate in montagna. Il tema del dimensionamento viene infatti rimandato all'intesa istituzionale da validare in  Conferenza Unificata entro il prossimo 15 giugno. Accordo, questo, raggiunto dopo una complessa mediazione che ha registrato il rifiuto, da parte delle autonomie, della proposta avanzata dal Governo di chiudere almeno il 50% dei plessi sottodimensionati entro l'anno scolastico 2011/2012 per conseguire gli obiettivi di risparmio della spesa fissati dalla legge 6 agosto 2008 n. 133 e che ammonta a 85 milioni di euro. Secondo i dati forniti dal Ministero dell'Istruzione, infatti, ci sarebbero in Italia 6600 scuole “sottodimensionate”, di cui 2960 scuole dell’infanzia, 2478 scuole primarie, 745 media e 477 superiori. Si entra così nella seconda fase del negoziato, che dovrà trovare d'accordo governo, regioni e autonomie sulle modalità con cui conseguire il risparmio senza colpire il diritto allo studio e la qualità della istruzione. «Oggi la situazione almeno è più chiara - commenta il presidente dell’Uncem Enrico Borghi - perché il governo ci ha confermato che è nelle sue intenzioni chiudere circa 3300 plessi scolastici entro il 2012. Quello che non ci è chiaro è come siano stati calcolati questi plessi, dove siano, se nel calcolo si sono tenute in considerazione le attuali deroghe per le zone montane oppure no. Inoltre, chiediamo che si rifacciano i conti, perché da alcune situazioni, che non sono state contemplate - tra le quali le dirigenze improprie in aree non montane - potrebbero scaturire le risorse per evitare la chiusura dei plessi. Noi non avremmo mai accettato a scatola chiusa la chiusura di almeno il 50% delle cosiddette scuole sottodimensionate, perché riteniamo si possano comporre le ragioni di bilancio con quelle del mantenimento dei plessi, dando spazio alla sussidiarietà. In ogni caso, la stesura finale del testo consente da ora un lavoro di maggiore approfondimento che compiremo insieme con le Regioni per evitare lo smantellamento dei presidi scolastici in molte aree montane».

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Lunario con le vecchie ricette

Dal Corriere delle Alpi — 17 gennaio 2009  

 E’ uscito il Lunare 2009 dell’Istituto comprensivo della scuola dell’Infanzia e del 1º ciclo d’istruzione dei Comuni di Forno di Zoldo, Zoldo Alto e Zoppè di Cadore, con la collaborazione del Grop di Ladin de Zoldo, dell’Union di Ladin da Zopè, dell’Istituto Ladin de la Dolomites e dei Comuni di Forno di Zoldo, Zoldo Alto e di Zoppè di Cadore.  «Anca sta ota - dicono i ragazzi - e l’è al cuart an, al Ministero de le Scole Publiche al ne à daidà a stampà al nost lunare». In ladino e italiano i bambini, quest’anno, sono andati alla scoperta delle ricette di una volta, ancora riproposte in qualche occasione.  «Scoprire cosa mangiavano da piccoli i nostri nonni e le persone ancora più anziane e come lo preparavano», si legge nella presentazione «ci ha molto meravigliato, abituati come siamo noi oggi a trovare in tavola ogni giorno qualcosa di diverso e a poter dire “questo mi piace... voglio questo o quello”. Rendersi conto che tutti i giorni “o era polenta o erano patate” con poco companatico, è stata l’occasione per riflettere su quanto siamo fortunati oggi. Per fortuna che ogni tanto, anche allora, c’era qualche occasione per mangiare qualcosa con un sapore diverso e, soprattutto se era dolce, per i bambini era una grande festa».  Nel calendario, alla destra di ogni pagina, sono state inserite dodici ricette, che non erano certamente quotidiane, soprattutto se erano le “fuoie rostide” o i “grafoign”.  A sinistra di ogni pagina le indicazioni dei giorni con le feste e le ricorrenze più importanti. «A scuola - continuano i ragazzi - abbiamo anche invitato alcune signore che ci hanno fatto vedere come si preparavano alcuni di questi piatti».  Anche i ragazzi si sono messi a impastare farina, uova, zucchero e tutti gli ingredienti necessari.  Che sensazioni avete provato? «Quello che ci ha più appassionato - fanno rilevare i ragazzi - è arrivato alla fine, quando è venuto il momento di assaggiare i cibi preparati. Spesso ci siamo leccati le labbra e anche le dita, ma a volte qualcuno, più schizzinoso, non è riuscito a inghiottirne neanche un boccone. Anche a qualche anziano però vengono i brividi a sentir parlare di “papazuoi” o “dufa”, per quanta ne ha mangiata da piccolo».  Ecco allora in progressione mensile le varie ricette con la relativa fotografia: “Al Batol” (pinza -peta) sul mese di gennaio; “I Tortiei” de chi da Zopè; “I radici col lardo”; “I gnoch da Cadin”; “Grafoign”; “Le Fuoie rostide”; “La menestra da Fasuoi”; “Le Fortaie’ (co la piria); “Le favete de chi da Zopè”; “I Casonziei”, la zuca dala; “I Papazuoi”. Sempre in ogni pagina sono illustrate gli utensili e le materie prime necessarie alla preparazione dei piatti. Il lunare termina con un saluto: «Sani e sarevede an autr an»!                                                                 Mario Agostini

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Piccoli giornalisti in gara sul tema della montagna

Dal Corriere delle Alpi del 03 gennaio 2009  

  Piccoli giornalisti crescono ad Alleghe, Cencenighe e Forno di Zoldo. L’Unione sportiva stampa italiana del Veneto, in collaborazione con quella del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia e con il supporto dello Ski Civetta, ha promosso un concorso giornalistico grafico riservato agli istituti comprensivi di Alleghe, Cencenighe e Forno di Zoldo.  «La montagna, lo sci, il turismo per un domani migliore nelle nostre valli» è stata la traccia che gli alunni hanno seguito nel produrre gli elaborati per il concorso sotto la preziosa guida delle loro insegnanti.  Katja Pra Levis della scuola primaria di Pieve di Zoldo ha inviato ben 40 lavori, seguita a ruota da Lina De Biasio della scuola primaria di Alleghe con 27 e da Sofia Lorenzini, sempre di Alleghe, con 25.  Gli elaborati sono quindi stati valutati da un’apposita giuria, formata dall’Ussi e dalle scuole, e piacevoli sono state le sorprese per i giovani scrittori delle due valli.  Fra gli alleghesi sono stati premiati Swami Cusin e Elia De Biasio della classe terza, Aaron De Toni e Laura Rossi di seconda, Kim De Nardin e Mario Locatelli di prima.  Omar De Fanti, Akemi Ferroni, Sara Vandano, Laura Gamba e Rina Meneghetti sono invece gli autori dei migliori elaborati provenienti dalla scuola primaria di Pieve di Zoldo.  

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da IL GAZZETTINO del 09.12.2008

ZOLDO ALTO Un ordine del giorno votato dal Consiglio difende a spada tratta l’istituzione didattica

«Giù le mani dalle scuole di montagna»

Invertire la tendenza allo spopolamento dei piccoli comuni di montagna si può. E sono tanti i provvedimenti che si possono assumere per raggiungere questo obiettivo, essenziale per la stessa sopravvivenza della montagna: fondamentali restano però il sostegno e la valorizzazione del servizio scolastico che i piccoli comuni montani possono offrire ai propri cittadini. Ne è convinto il consiglio comunale di Zoldo Alto che nei giorni scorsi ha fatto proprio un ordine del giorno (elaborato in sede Uncem) pensando alla propria scuola elementare, in cui si richiama la centralità dell'istituzione scolastica quale mezzo per garantire un futuro alle piccole comunità.

In concreto, specifica il testo votato, è necessario investire su «vivibilità e sicurezza delle strutture scolastiche», non solo perché «spesso sono tra i pochi luoghi di aggregazione e socialità» per bambini e ragazzi; ma perché frequentemente sono utilizzate anche ad altri scopi, altrettanto importanti, quali biblioteca, cineforum, museo di storia locale, internet point.

È evidente, nella deliberazione, il riferimento al progetto di pesante ridimensionamento delle istituzioni scolastiche, recentemente elaborato a livello ministeriale, e per ora accantonato ma che, se realizzato, colpirebbe pesantemente le valli montane, espropriandole di un punto di riferimento insostituibile.

Anziché ridimensionare, occorre piuttosto superare l'isolamento fra scuole e territori, per affrontare il problema delle distanze, del numero di alunni, della collegialità: con l'articolazione di nuove figure professionali (tutor della formazione a distanza), «partendo dalle esigenze dell'apprendimento, anziché da quelle del mero risparmio economico». Che per la scuola non dovrebbe mai dettare legge.

Angelo Santin

ARTICOLI PRECEDENTI


da IL GAZZETTINO del  25 Febbraio 2007

 

 

An laóro con cotainc disegni de le fiabe di Fradiei Grimm stanpà da duti chi tosàt de la val, co l Istituto ladin, par s’inacorde quânt bèl che l é al dialèto

Le storièle di Sonadóor inte n libre fat da le scòle de Zòldo

 

An laóro che daida a i volé béen al nôst dialèto e a capì che bèl che l é l dorà par descóre de cotante ròbe indiferénti

An libre de storie e fiabe fat (dut) da chi tosàt (de le scòle) de Zòldo

Al bèl de sto libre, ch'i à fat chi tosàt col maestro e le maestre de le scòle de Zòldo e de Zopé, l é che l daida, e come se l daida! chi pi dòen e chi pi picioi nò sólche a i volé béen al nôst dialèto, che saràe cotânt anca così: ma l i fâs anca capì che l zoldân se puol al dorà par descóre de n grum de ròbe, e senza gnanca se catà intrigài.

Al libre, che l à debòta setanta sfui grainc' e n bèl colóor dâl pardefùora, al se ciama "Sté bóign, che adês ve n conte una!" e l é fat co l méte insieme an pùoche de fiabe del Esopo, otade par zoldân; e distés i à fat con chéle de chi dói fradìei todésch ch'i à tânt studià e scrit, i Grimm.

Chi tosàt i se n à sconpartì an pùoche paróm: presénpio, chi da La Pief i é stai daré a chéle del côrf invidióos, de la zigàla co la formiga e a chéla del lóof, la caura e l capùs; chi da La Capèla, co la scòla da Le Fosine, i e à tendù a le fazénde di sonadóor da Brema; chi dal Fóor i à saù bèl la Biancanéef e chi da Zopé invéze i à scrit ignèro "Al lóof e i sêt caurèt". Ma po se cata anca "Al Baréta rósa" e "Al pòles piciol" e cotante autre, vintidói in dut, storièle de chéle ch'i sa bèl a chi tosàt e che duti aón sentù a le contà.

Dute le scòle le à scrit, che se sa, col zoldân del lùoch, che l é sénpre indiferénte, pùoch o cotânt, da duti chi autre. E de sto viàz se gàa valch anca a s'inacòrde de ste diferénze così particolâr.

L é bèlche l segónt an ch'i 'sìa an libre de sta sôrt e, par i fà 'saé a duti ch'i l'à stanpà, i se à catà in dùiba sa La Capèla, inte chél casaméent grant e nuof péde l Comùn, par se la contà fra de lóri e co le famèie de chi tosàt, ma anca par fà an sin de fèsta e méte valch de bóon sót ai déinc'. Ah, me desmentegàe de menzonà duti i bìei diségni, rós e vèrt e torchìn e dài, ch'i à fat pròpio con èstro e pasióon e ch'i à metù su, par al 'sià n sin pi vif sto libre, che s'i varda ancora pi da contéent.

E po, a la fin, i à scrit anca i nomi de chi tosàt che à laurà, che a i menzonà chilò i é fin masa: così, par na òta, se degordón invéze di maestri ch'i e à tendù e ch'i à inviài: le maestre Ivana, Nadia, Titi, Giuliana, Maria Luisa e Milva e l maestro Corado (che co la Milva e la Nadia l à metù dut a sa lùoga inte l libre). Par serà i dis valch del Marcèlo di Bêch, da Fedèle, che l i à daidài anca sta òta a catà fùora an bón dói de storie.

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Il "lunare" di Zoldo in ladino

Dal Corriere delle Alpi — 09 gennaio 2007  

 ZOLDO. «Sani e sarevéde an autr’àn. I tosat de le scòle de Zoldo e Zopè». E’ stato distribuito il lunare 2007 tutto in ladino. I dodici mesi dell’anno presentano disegni bellissimi rigurdanti il bosco con accanto le fotografie delle montagne di Zoldo. Sotto ogni quadro una didascalia in ladino. «Quest’anno - spiega il docente Corrado De Rocco - gli alunni della scuola primaria dei tre comuni di Zoldo e Zoppè si sono dedicati allo studio del bosco, sia come elemento naturale che caratterizza le nostre valli dolomitiche, sia come risorsa per l’economia della popolazione locale nel passato e,in forme diverse,anche nel presente. In particolare gli scolari si sono soffermati sulle modalità del taglio delle piante, del trasporto a valle del legname e del suo utilizzo in vari settori». Le attività svolte fanno parte del progetto di studio della lingua e cultura ladina «Una valle da vivere, una valle per vivere», iniziato lo scorso anno, che ha ottenuto anche il riconoscimento e il finanziamento dal Ministero nell’ambito del piano di interventi e finanziamenti per la realizzazione di progetti nazionali e locali nel campo dello studio delle lingue e delle tradizioni culturali degli appartenenti ad una minoranza linguistica. «Un parte del lavoro - conclude De Rocco - è stata usata per realizzare un calendario». (ma.a.)

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Presentata la Guida Bianca di Legambiente e Touring Club Italiano

la prima edizione del vademecum delle vacanze montane. (2006)

 

Vacanze in montagna? Si, ma non solo per sciare. Ci sono luoghi infatti dove agli ambienti incontaminati e alla bellezza del paesaggio si uniscono la salubrità dell'aria, la cultura e le tradizioni locali, l'offerta gastronomica di qualità, la possibilità di svolgere attività escursionistiche e di osservazione di specie animali e vegetali nel loro habitat o conoscere meglio il territorio e le popolazioni locali.

Legambiente ne ha selezionati oltre 200 e insieme al Touring Club Italiano ha realizzato la prima Guida Bianca. Ben 210 località montane d'Italia che alla qualità naturalistica e alla meraviglia del paesaggio, hanno saputo associare una corretta gestione del territorio, interventi e politiche in linea con il rispetto dell'ambiente, la conservazione dei beni storici e architettonici oltre che una buona funzionalità dei servizi.

Ma come per la Guida Blu, che stila la classifica dei comuni dell'eccellenza turistica balneare anche la Guida Bianca ha la sua top ten della montagna a "cinque stelle" formata da Cogne (Ao), Ceresole Reale (To), Baceno-Alpe Devero (Vb), Braies (Bz), Racines (Bz), Funes (Bz), Rabbi (Tn), Forno di Zoldo (Bl), Pietracamela (Te), Caramanico Terme (Pe).

Sono le capitali della montagna soft, quella che ha scelto di puntare sulla sostenibilità piuttosto che sull'infrastrutturazione dei crinali, dei mega impianti di risalita e dei sistemi d'innevamento artificiale.

Ecco le morivazioni che hanno spinto Legambiente a premiare Forno di Zoldo con le "cinque stelle":

Forno di Zoldo (Bl) nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, il paese è base per escursioni e ascensioni al monte Pelmo (3168 m) e al Civetta (3220 m). Nei dintorni Fornesighe è uno dei più interessanti complessi di dimore rustiche bellunesi. Merita una visita la Val Pramper chiusa dal bellissimo circo glaciale di testata (Val Balanzola). La ricca flora annovera tutte le specie tipiche degli ambienti dolomitici ed alcune pregiate entità quali il Galium margaritaceum e la nota pianella della Madonna (Cypripedium calceolus). Tra le buone pratiche si segnala il progetto di bioenergia nel rifugio Bosconero e le attivita di educazione ambientale (Emas II) nel parco nazionale.

 

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